Modena L’allarme dell’Azienda ospedaliera: «Non vaccinato un operatore su 10»

Il direttore generale Claudio Vagnini: «Non possiamo obbligarli a farlo, corsi di formazione per cercare di convincerli»

MODENA Magari chiamarli “no vax” sarebbe troppo: più che altro sono tentennamenti per un vaccino sviluppato molto in fretta, o perplessità che portano qualcuno a dire “lo voglio fare, ma prima aspetto che lo facciano gli altri”. Il fatto è che stiamo parlando di operatori sanitari, e che una campagna vaccinale già in ritardo per problemi legati ai produttori non può permettersi di rimanere ulteriormente indietro. Lo sa bene Claudio Vagnini, direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena, che durante la commissione consiliare di martedì scorso dedicata alla pandemia, in Comune a Modena, ha affrontato il tema degli operatori sanitari non ancora vaccinati.

«Un cosa che mi preoccupa molto - queste le sue parole - è il fatto che continuiamo ad avere una parte dei nostri operatori sanitari che non si vuole vaccinare, e non avendo alcuna possibilità di obbligarli, per noi è un problema molto serio».

Un problema affrontato nei giorni scorsi con l’assessore regionale alla Salute Raffaele Donini,«perché effettivamente - ha detto ancora il direttore Vagnini - non esistono regole in questo senso, e anche chi opera in ambiti estremamente delicati come quello della sanità pubblica non è obbligato a vaccinarsi. Insomma, noi dovremo prendere delle decisioni e speriamo di avere il sostegno di tutta la politica». Ma qual è oggi la percentuale di operatori non ancora vaccinati? «La campagna è andata molto bene - precisa Vagnini - e il personale dell’Azienda che non si è ancora vaccinato è inferiore al 10%. Detto questo, noi stiamo cercando di convincerli con ulteriori momenti di formazione: ne abbiamo già fatti diversi, ma finora non mi sembra che ci siano stati dei cambiamenti sostanziali».


Il dg fa quindi notare che «posto che in quella percentuale ci sono anche operatori che non si possono vaccinare per diversi motivi, la questione riguarda un po’ tutti, dai medici agli infermieri. Gli operatori che si sono espressi apertamente contro il vaccino sono pochi, mentre la maggior parte sono perplessi di fronte a un vaccino sviluppato in poco tempo: per questo, dal momento che non abbiamo strumenti per obbligarli a farlo, andremo avanti con i momenti formativi, sperando di convincerli».

Spostandosi sul fronte residenze per anziani, la percentuale di operatori non ancora vaccinati - anche in questo caso per diversi motivi, non solo per contrarietà - sale ancora: al momento, come spiegato in commissione dal direttore generale Ausl Antonio Brambilla, si tratta di 400 Oss su 2747 (il 14,5%) a livello provinciale. Entrando nel dettaglio dei distretti, la copertura più alta è stata raggiunta a Castelfranco, dove il 92,8% degli operatori delle Cra ha fatto il vaccino, mentre al secondo posto c’è Modena con l’89,8%. Le aree più scoperte sono quelle di Carpi e Sassuolo, con il 76,7% e il 79,7% degli operatori vaccinati. —

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