Contenuto riservato agli abbonati

Modena Nel pacco 4 chili di erba light: il corriere se la porta a casa

Era un carico di marijuana legale comprato dalla Spagna e mai arrivato. Scoperto il furto con il tracciamento, la merce è stata riconsegnata al proprietario. Accuse ritirate

MODENA. Il pacco non arrivava mai. Il cliente ha iniziato a chiedere il tracciamento al responsabile della ditta di spedizioni ed è emerso che risultava in mano al corriere di Modena.

E in effetti era in casa del corriere, un dipendente di una cooperativa di servizi che lavora per la ditta. È risultato che il furto era motivato dal contenuto: quattro chili di marijuana. Tipo light, quella depotenziata di Thc che viene venduta nei negozi, ma pur sempre cannabis. Ieri si è svolta l’udienza davanti al giudice che, dopo le scuse e un risarcimento dell’autore, è terminata con il ritiro della denuncia.


Il fatto, finora sconosciuto, è avvenuto nel 2019 a Modena città. La segnalazione all’agenzia di spedizioni nella zona Modena Nord indicava che il cliente era molto arrabbiato per la mancata consegna di un pacco importante che era stato spedito alcuni giorni prima dalla Spagna. Il suo mittente aveva garantito che non ci sarebbero stati intoppi. Invece del pacco non c’era traccia e nessuno ne sapeva niente. Si trattava di un pacco oltretutto pesante e vistoso, quindi era impossibile che fosse andato perso o dimenticato. Cos’era successo?

Il titolare della compagnia di spedizioni ha svolto una ricerca sul tracciamento basandosi sui codici di spedizione del mittente al momento della consegna. Il pacco è stato identificato e “agganciato” nel tragitto. Ed è risultato a Modena. Anzi, risultava in mano al corriere che doveva consegnarlo. Convocato, il corriere – che lavora per una cooperativa di servizio per conto della compagnia di spedizioni - prima ha negato poi ha ammesso di aver il pacco in casa. Alla fine lo ha consegnato o personalmente al titolare. Era un paccone del peso di quattro chili contenete quattro buste di plastica nera sigillate. Tranne una che era stata aperta: conteneva, come tute le altre un chilo di marijuana.

A quel punto è scattata una denuncia per appropriazione indebita. Infatti non si trattava di marijuana normale, ma del tipo depotenziato che si può vendere nei negozi. “Erba” col thc basso, insomma. Ma pur sempre marijuana fumabile. Dato il volume del pacco e la quantità di sostanza contenuta, è difficile immaginare che non trasudasse l’odore e che questo odore non abbia attirato l’attenzione del corriere. Che incuriosito ha aperto uno dei quattro sacchi confermando le sue attese. Ma lui ha negato, ha detto che non pensava che fosse pieno di marijuana. Ad ogni conto, difeso dall’avvocato Ferdinando Pulitano ieri si è presentato all’udienza del giudice Scarpa con una documentazione che dimostrava come avesse scritto una lettera di scuse al destinatario del pacco, un modenese, e lo avesse in parte risarcito del danno. Il giudice ha accolto questa ammissione. L’accusa di appropriazione indebita è stata ritirata. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA