Il caso/ Serramazzoni. La bambina sta male di notte Ma l’elisoccorso non può atterrare

Il padre: «Può succedere ad altri, va adeguata subito l’area». Il sindaco: «Intervento prioritario» 

Daniele Montanari

Serramazzoni. Un’emergenza quando ormai è buio, l’arrivo dell’elicottero 118 per il trasporto istantaneo in ospedale ma invano: non può atterrare e deve tornare indietro.


È successo a Serra capoluogo il 26 novembre, ma l’episodio è stato reso noto dal diretto interessato ora che tutto si è concluso bene, senza strascichi. «Non voglio che possa capitare un’esperienza così angosciante a un altro, che non è detto abbia la stessa fortuna che ho avuto io: ho rischiato di perdere la mia bambina di pochi mesi» sottolinea Giacomo Giobbi, assistente capo della polizia di Stato di Modena da poco in pensione.

«Erano le 18.40, ormai già buio - racconta - io ero in casa con gli altri bambini e la più piccola di 15 mesi stava gattonando. A un certo punto è scivolata con la manina e ha battuto forte il mento per terra. Si è irrigidita subito, ha girato gli occhi e non respirava più: era andata in choc, in sonno profondo. Io ero nel panico: ho chiamato subito il 118 ma poi nell’emergenza mi sono tornati davanti i corsi di rianimazione che ci avevano fatto fare in Questura e sono riuscito a risvegliarla un po’: è stata una cosa fondamentale».

Nel giro di pochissimi minuti sono arrivati i volontari dell’Avap di Serra e quindi da Pavullo l’automedica 118 che ha attivato anche l’elicottero. Essendo abilitato al volo notturno per ora solo il mezzo di Bologna, è arrivato dal Maggiore, pronto a un rientro immediato in struttura. Nel campo in erba dello stadio della Bastiglia non si può più atterrare, perché è diventata area di cantiere dove verranno costruite le nuove scuole. Il sito alternativo è stato individuato da tempo nel cerchio interno all’anello ciclabile della Fondaccia. Lì si è portato il velivolo, ma dopo essere rimasto un po’ sulla verticale non è riuscito a scendere. E ha dovuto rientrare alla base senza caricare.

Per fortuna le cose si sono messe bene: «Grazie a Dio a bordo dell’automedica c’era un pediatra che ha saputo seguire la bimba nella ripresa: si è risvegliata completamente, sotto gli occhi anche della mamma nel frattempo rientrata, e dopo un periodo di osservazione mi ha detto che era fuori pericolo. Ma mi ha detto anche che se non fosse stata stimolata subito, a quell’età poteva non risvegliarsi più».

Passato lo spavento, saputo che l’elicottero non era riuscito ad atterrare, Giobbi ha sentito il dovere morale di andarci a fondo: «Non è possibile che un territorio popolato come questo di notte sia scoperto sull’elisoccorso» rimarca. Ha quindi chiesto informazioni: «Mi hanno detto che non essendo illuminata la piazzola della Fondaccia, il pilota aveva bisogno di essere guidato nell’atterraggio dal radiofaro, ma che l’apparecchio non può essere acceso perché manca ancora il collegamento. Se effettivamente è questo il problema, io dico che bisogna provvedere immediatamente. Se il Comune non ha i soldi facciamo una raccolta fondi, ma non si può lasciare un comune scoperto nell’emergenza. Se la mia bimba non si fosse risvegliata, dall’atterraggio di quell’elicottero dipendeva la sua vita. E così può succedere per altre emergenze, che possono verificarsi anche di notte. Se non si interviene, io presento un esposto in Procura».

«Mi hanno riferito di questo episodio: per quanto si sia concluso bene, ha evidenziato un problema da risolvere con urgenza - nota il sindaco Claudio Bartolacelli - noi abbiamo spostato il sito di atterraggio notturno alla Fondaccia su indicazione dei tecnici regionali che lo hanno ritenuto idoneo. Ci hanno detto di sfalciare l’erba e l’abbiamo fatto, ma siamo ancora in attesa di sapere cos’altro serve sul fronte tecnico. Cercheremo di velocizzare l’iter al massimo, sperando che ci diano anche i fondi per gli interventi. Ma anche se non ce li danno, ci impegniamo a trovarli a bilancio, perché è una cosa troppo importante. Non si pensi però che prima avevamo la piazzola notturna e ora no: in realtà neanche il campo della Bastiglia era adeguato all’atterraggio al buio, in quanto area recintata». —

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