Alberto Dogali tornò dal pronto soccorso e morì, tre indagati all’ospedale di Sassuolo

il caso

Un’ulteriore autopsia e tre indagati all’ospedale di Sassuolo. Questi gli accertamenti investigativi per fare chiarezza sul caso di Alberto Dogali, il 54enne di San Michele mancato il 26 novembre scorso dopo essere andato al pronto soccorso di Sassuolo, lamentando forti dolori al petto.


La notte in cui Dogali ha provato il forte dolore al petto ha deciso di recarsi da solo al pronto soccorso di Sassuolo. Qui è rimasto cinque ore circa e gli sono stati effettuati alcuni esami, tra cui l’elettrocardiogramma. In seguito, è stato rimandato a casa.

Tuttavia, i dolori non sono certamente diminuiti, ma dopo le 10 del mattino, poche ore dopo la nottata trascorsa all’ospedale, la famiglia del 54enne ha chiamato un’ambulanza preoccupata per il peggioramento del malessere. Il personale sanitario è rimasto in casa per circa un’ora nel tentativo di stabilizzare le condizioni di Dogali. A supporto è arrivata anche un’automedica del 118 e subito dopo il paziente è stato trasportato a Baggiovara in codice rosso. Qui, il 54enne è stato operato, ma nonostante l’intervenuto è deceduto.

Le indagini tra il personale sanitario sono un atto dovuto, successivo all’apertura di un fascicolo per omicidio colposo da parte del pubblico ministero.

Anche l’ospedale di Sassuolo ha dichiarato che il desiderio è di fare chiarezza, per ricostruire che cosa abbia portato al decesso. Nelle scorse settimane, inoltre, la difesa ha chiesto un ulteriore autopsia da parti di alcuni cardiologi.

«Vorrei capire con certezza perché mio marito è morto. E perché è andato in ospedale a Sassuolo alle 3 di notte con pesanti problemi respiratori e poi è stato dimesso con un tranquillante e un antidolorifico», ha dichiarato la moglie di Dogali, Monica Cerchiari. —

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