Il cantante Nek si confessa in tv: «Dopo l'incidente, senza il supporto della famiglia, sarei crollato»

Il ricordo di quel giorno: «Stavo facendo alcuni lavori quando la motosega mi è caduta Ho guidato verso l’ospedale e non so neanche come»

SASSUOLO Nek ha voluto raccontare la sua esperienza e il lungo percorso intrapreso dopo l’operazione.

«Ero nella mia casa di campagna vicino a Sassuolo – ha detto in un’intervista a Verissimo, su Canale 5 – Amo lavorare la terra e stare immerso nella natura, quella è la casa in cui io e mio fratello siamo cresciuti. Stavo usando la motosega circolare quando mi sono ferito alla mano sinistra».


Il trauma è profondo, l’anulare è semiamputato: «Me lo sono rimesso a posto da solo e sono salito in macchina. Mentre guidavo ho chiamato mia moglie e se ci ripenso adesso non so nemmeno come ho fatto a raggiungere il pronto soccorso di Sassuolo».

Qui i sanitari gli hanno prestato le prime cure, poi lo hanno affidato agli specialisti del Policlinico. Un intervento lunghissimo e complesso, tanto che «avevano detto a mia moglie che probabilmente avrei perso due dita».

Così non è stato e da quel momento è iniziata la fisioterapia: «Sono come un bambino che deve ricominciare da zero».

Un’esperienza che ha anche insegnato tanto a Nek: «L’incidente mi ha fatto valorizzare ogni singolo giorno, mi accorgo che prima non era così. Il dolore ti fa rendere conto di quali siano davvero le priorità».

Poi gli affetti: «Se non avessi avuto la mia famiglia accanto sarei caduto in una forte depressione. In ospedale ho pianto un paio di volte: non mi succedeva da tanto tempo. Ma quando ero lì ho visto tante persone che stavano peggio e mi sono reso conto esiste un’altra dimensione». —