Polinago «Quel giovane aggredito mi ha suonato a mezzanotte sotto choc e senza forze»

Il giovane che l’ha soccorso ha affrontato una situazione potenzialmente molto a rischio «Era in difficoltà nel parlare e anche nell’andatura

POLINAGO. Erano le 0.30 quando in un’abitazione di via Casale è suonato il campanello. Nel cuore della notte. R.R., 36 anni, poteva far finta di niente, invece con le dovute precauzioni ha trovato il coraggio di affrontare la situazione.


«Poteva anche essere qualcuno che faceva da palo per attirare la mia attenzione mentre altri irrompevano in casa da dietro, con mia moglie e i miei bimbi a letto: i brutti pensieri mi sono venuti tutti – sottolinea – poi sono svaniti trovandomi alla porta questo ragazzo in giacca nera visibilmente scosso, in difficoltà nel parlare e anche nell’andatura». Senz’altro hanno pesato i postumi delle botte, ma doveva anche essere stanco per la camminata al buio dal luogo in cui era stato abbandonato: forse sulla Sp 23 a valle o addirittura in paese. Probabilmente prima ha suonato ad altri, senza riscontro.

«Non ricordava nulla di quanto successo dalle 19 in poi – racconta – ha detto solo che era stato picchiato da qualcuno e che chiedeva di chiamare i carabinieri, cosa che ho fatto subito. In realtà a un primo sguardo non presentava segni evidenti di contusioni, ma era molto coperto dalla mascherina. Abbiamo aspettato insieme il loro arrivo sotto il portico all’ingresso: da bere ha voluto un bicchiere d’acqua fresca, richiesta un po’ strana per la verità con quel freddo».


Nell’attesa, poche parole di conversazione: «Non ha detto neanche di essere stato derubato, lo ha fatto solo quando sono arrivati i carabinieri. Mentre parlava con loro sembrava avere un po’ ripreso le forze». —
D.M.
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