Carpi. I residenti: «Manifestiamo perché Migliarina deve avere un medico fisso»

I cittadini della frazione e di Budrione davanti all’ambulatorio Il Comune: «Il presidio resterà, al lavoro per la soluzione finale»

Carpi. Due frazioni coalizzate per evitare la chiusura dell’ambulatorio. Ed è sfociata proprio in via Budrione Migliarina, dove il dottor Giuseppe Montanari ha esercitato il ruolo di medico di famiglia per 41 anni, la protesta di decine di residenti delle due frazioni, entrambe coperte dallo stesso dottore: un bacino di almeno 2800 cittadini.

Mattinata movimentata quella di ieri: l’orario del presidio davanti all’ambulatorio era fissato per le 9, ma già da qualche minuto prima, i cittadini hanno iniziato a radunarsi per scandire, all’unisono, lo stesso messaggio: «Non siamo una frazione di serie B, il dottor Montanari aveva comunicato un anno fa il suo pensionamento, la soluzione andava adottata per tempo, per garantire continuità assistenziale».


«Questa è la tanto decantata sanità emiliano romagnola? – dice Franco Verrini – Comune e ordine dei medici dovevano arrivare qui prima di oggi per spiegarci la situazione. Mentre adesso ci troviamo senza una soluzione definitiva».

Renza Gallesi, vicina del medico di base, non le manda a dire: «Ci sentiamo presi in giro. Il Covid, inoltre, ha aggravato la situazione, perché non possiamo muoverci liberamente. Un residente della frazione ha avuto bisogno di una visita medica, ma ha dovuto prendere appuntamento per il 10 febbraio. E se nel frattempo gli succede qualcosa? Qui ci sono anziani, persone in carrozzina, tanti in difficoltà. L’ambulatorio è comodo qui: perché dobbiamo trasferirci a Carpi?».

I residenti delle due frazioni speravano che venisse creato un “interino”, cioè un medico che dirigesse l’ambulatorio rimasto vacante. «Questa figura non è stata creata – rimarca una cittadina – E pensare che la dottoressa che in questi anni ha sostituito tantissime volte Montanari abita a pochi passi da qui. Oltre al danno, abbiamo dovuto assistere alla beffa: è stata assegnata nel ruolo di “interino” a Rio Saliceto, al confine...». Tra la dottoressa e i pazienti era nato un feeling, tanto che lei ha scritto una lettera ringraziando dell’affetto, ma dicendo che non era possibile rimanre: la figura dell’interino non era prevista.

LE VIE LEGALI

Alcuni cittadini sono convinti di adire le vie legali. «Abbiamo già contattato due avvocati e, se necessario, inizieremo una raccolta fondi per coprire le spese – afferma Maria Grazia Marchi – Abbiamo interpellato un civilista e un penalista e abbiamo già un preventivo».

Mentre c’è chi parla di “interruzione di pubblico servizio”, c’è anche chi interpella le forze dell’ordine. In via Budrione Migliarina interviene la polizia che ascolta le ragioni dei manifestanti e invita a non assembrarsi. «Andremo a intasare il pronto soccorso», aggiunge qualcuno.

La soluzione

Il Comune, da parte sua, ha chiesto anche questa settimana un incontro con i medici di medicina generale. Lo scenario potrebbe prevedere o un nuovo bando per l’interino o che qualcuno tenga aperto l’ambulatorio. «Noi, da parte nostra, abbiamo “fermato” l’ambulatorio, ottenendo che venga mantenuto – afferma l’assessore alle Politiche sociali Tamara Calzolari – Nel frattempo, il dottor Marcel Somo, medico di famiglia a Cortile, si è reso disponibile a coprire, in certi giorni e fasce orarie, anche Migliarina. Il dottor Somo è, tra gli altri incarichi, anche un medico vaccinatore e gli va dato atto di questa grande disponibilità. Tenendo conto di questo, per Migliarina abbiamo chiesto più turni possibile». Somo non sarà il medico di famiglia della frazione, ma sarà disponibile per i pazienti con difficoltà. Il bando per trovare un medico fisso dovrebbe partire a breve e concludersi a fine estate.