Carpi. Omicidio di Claudia Lepore: i tre indagati restano in carcere

I famigliari hanno potuto guardare negli occhi l’assassino durante la prima udienza di convalida  

Carpi. Hanno guardato negli occhi l’assassino di Claudia, durante la prima udienza di un lungo iter giudiziario con cui sperano che venga fatta giustizia.

I famigliari di Claudia Lepore, la carpigiana trovata uccisa nel freezer della sua cucina, nella villa appena finita di costruire a Bavaro, in Repubblica Dominicana, nel primo pomeriggio di ieri hanno avuto modo di partecipare alla prima udienza di convalida dell'arresto che si è celebrata davanti al Tribunale di Higuey (Altagracia), Repubblica Dominicana.


Presso lo studio dei legali Enrico Aimi e Giulia Giusti erano presenti la madre di Claudia, Mariangiola Pellecchia e i fratelli della vittima, Anna e Tonino Lepore. Lo studio ha allestito appositamente una stanza per seguire l’udienza tramite un collegamento effettuato da remoto.

È stato un momento particolarmente intenso, soprattutto quando sono comparsi in video i volti di Antonio Lantigua, detto El Chino, principale indagato del macabro delitto, e Jacopo Capasso, uno dei presunti mandanti dello stesso.

Alla presenza dei legali di tutte le parti, il giudice, una donna che è apparsa molto determinata, ha dovuto constatare l'assenza dell'indagata Ilaria Benati che, da quanto si è appreso, è stata erroneamente portata davanti a un altro giudice.

Il processo è stato rinviato a venerdì, giorno in cui si stabilità se i tre chiamati a rispondere del delitto dovranno o meno rimanere in carcere. Anna Lepore, sorella della vittima, si è comunque detta soddisfatta di questa prima udienza, evidenziando che un tempo, proprio per la distanza, questa opportunità non sarebbe stata possibile.

Gli avvocati Enrico Aimi e Giulia Giusti hanno apprezzato il lavoro di squadra con i corrispondenti colleghi dominicani, definiti molto professionali ed efficienti.

«Gli oltre 8mila chilometri che ci separano dal Tribunale – hanno commentato gli avvocati Aimi e Giusti – sono di fatto annullati, rendendo vivo e presente tutto il pathos dell'aula di giustizia».

«Noi saremo sempre presenti – aggiunge Anna Lepore – Abbiamo intenzione di seguire tutto il processo. Sappiamo che sarà un iter molto lungo, ma desideriamo seguirne tutte le fasi. Aspettiamo il prossimo collegamento perché io voglio sapere perché mia sorella è stata uccisa, voglio sapere solo quello, non mi interessa altro».

Gli indagati, per il momento, restano in carcere. Per quanto riguarda il ruolo dell’immobiliarista toscano Jacopo Capasso, da quanto si sa dalle indagini, avrebbe accompagnato l’amica Ilaria a fare denuncia di scomparsa di Claudia.

Dal canto loro, i famigliari di Ilaria Benati hanno nominato l’avvocato Brezigar come difensore qui in Italia. Il legale invita alla prudenza nel parlare di movente economico e ad aspettare finché tutti i dettagli di questa intricata vicenda non saranno chiariti: ad esempio, perché si è abbandonato il corpo in freezer se il delitto è stato premeditato? Una delle tante domande che si pone davanti agli investigatori, tra i misteri che avranno il compito di sciogliere .