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Maranello. Marco Bizzarri in lizza per diventare il nuovo capo della Ferrari

Il Cavallino cerca un Ad: indiscrezioni puntano sul reggiano Da quando è in Gucci ha quasi triplicato il giro d’affari 

Maranello. A dividere la sua Rubiera da Maranello ci sono solo 20 chilometri d’asfalto. Superato il Secchia bastano un paio di accelerate, soprattutto se fatte a bordo di una Ferrari, auto di rappresentanza che il manager reggiano Marco Bizzarri sarebbe piacevolmente costretto a usare qualora, come bisbigliano i rumors di queste ore, diventasse lui il nuovo amministratore delegato di Ferrari. L’idea non è per nulla peregrina, visto che partenza e destinazione del manager sarebbero sempre nel dorato mondo del lusso.

Quando gli hanno messo in mano le leve di Gucci, infatti, il fatturato della casa di moda fiorentina è passato dai 3,9 miliardi di euro del 2015 agli attuali 9,6 miliardi. Un exploit clamoroso che ha proiettato Marco Bizzarri verso il gotha dei manager della moda, dal quale è stato pescato in questi giorni - insieme ad altri top manager - per essere vagliato direttamente da John Elkann e soci, che hanno aperto ufficialmente la caccia al nuovo amministratore delegato della Ferrari. Un’indiscrezione raccolta dall’agenzia Bloomberg, che non viene commentata per ora dalle società, uscita poche ore prima del disvelamento dei conti 2020 della casa automobilistica di Maranello, che nel reparto corse (chiamato Scuderia Ferrari) ha un altro reggiano, Mattia Binotto, capo della scuderia in qualità di team principal.

La ribalta ora è per Bizzarri, finito quindi nel mirino dei cacciatori di teste che hanno iniziato a mettere insieme un elenco preliminare di pesi massimi dell’industria del lusso, tra cui proprio l’attuale Ceo e presidente di Gucci, 58 anni, partito dalla sua Rubiera per conquistare il mondo della moda passando per l’esperienza dal 2005 al 2009 quale presidente di Stella McCartney e dal 2009 al 2014 di Bottega Veneta. Dal 2012 fa parte del comitato esecutivo di Kering, colosso del lusso della famiglia Pinault che detiene alcuni tra i marchi più blasonati della moda internazionale. In tutto questo universo Bizzarri è diventato un protagonista.

Vive con la valigia in mano - almeno fino a prima del Covid - per tirare i fili del sistema moda che proprio in questo ultimo anno ha però sofferto più di altri. La fascia alta si salva ma l’arrivo di una proposta da parte della Ferrari sarebbe un ritorno all’amata Emilia. La strada è però in salita: nonostante i buoni risultati di modelli come l’affascinante Ferrari Roma e il bolide SF90 Stradale, Maranello sta affrontando la non semplice rivoluzione tecnica e stilistica per affiancare al rombo di motori termici le prestazioni e il basso impatto di motori elettrici. A questo bisogna aggiungere la seconda crisi in fatto di leadership nel giro di due anni finita sulle spalle della Ferrari. Questa mattina infatti il Consiglio di amministrazione si riunirà per approvare i risultati dopo le brusche dimissioni presentate lo scorso 10 dicembre da Louis Camilleri, che nel 2018 aveva assunto la guida operativa della casa di Maranello alla scomparsa di Sergio Marchionne. Per Bizzarri si tratterebbe della definitiva consacrazione professionale, che lo riporta verso quelle radici profonde, tutte reggiane, nella terra patria della meccanica e delle passione per i motori che hanno fatto la fortuna di marchi proprio come Ferrari. —

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