Modena Elisabetta, operatrice sanitaria «Per vaccinarmi ho vinto la paura delle punture»

«Ho vinto la mia paura per gli aghi in nome della mia salute e di quella degli altri». A parlare è una Elisabetta Romano, ventottenne modenese operatrice sanitaria, che nei primi di gennaio ha ricevuto il vaccino contro il Covid 19. E lunedì scorso, invece, si è sottoposta al richiamo, come da protocollo.

MODENA «Ho vinto la mia paura per gli aghi in nome della mia salute e di quella degli altri». A parlare è una Elisabetta Romano, ventottenne modenese operatrice sanitaria, che nei primi di gennaio ha ricevuto il vaccino contro il Covid 19. E lunedì scorso, invece, si è sottoposta al richiamo, come da protocollo.
 
Determinata ed ottimista, ha affrontato questo momento piena di fiducia e speranza, vincendo anche la sua personale fobia. «Ho sempre avuto paura degli aghi - racconta Elisabetta - e prima del Covid anche per gli esami del sangue mi ha sempre accompagnava mia mamma». Questa volta ad affrontare il vaccino era da sola, a consacrare il momento delicato quanto importante. Così Elisabetta ha fronteggiato e vinto la sua paura. «Ho detto all'infermiera che forse sarei svenuta - sdrammatizza l’operatrice sanitaria - ma è andato tutto bene. Valeva assolutamente la pena affrontare tutto questo. Ho vinto una mia personale battaglia e ho tutelato le persone intorno a me». Laureata in Terapia Occupazionale, Elisabetta lavora al nucleo ospedaliero demenze di Villa Igea in cui si occupa di attività (sia di gruppo sia individuali) per gestire i disturbi del comportamento della persona. Lo scopo è quello di recuperare e mantenere il maggior livello di autonomia possibile del paziente. 
 
«Nel mio lavoro devo individuare attività create su misura per la persona in base alla sua storia e alle sue abilità preservate - descrive Elisabetta -. Trovate le attività e le strategie adatte, collaboro con chi se ne occupa a casa (caregiver) per far sì che le apprenda e che le possa mettere in pratica. Noi operatori ci concentriamo sulla qualità di vita e sul benessere di entrambi». Elisabetta, oltre a svolgere un lavoro che coinvolge diverse persone fragili, risulta essere un soggetto allergico e asmatico, quindi doppiamente a rischio. Tuttavia il 5 dicembre scorso, appresa la possibilità di vaccinarsi al punto unico vaccinale di Baggiovara, ha trovato il coraggio di affrontare le sue paure. «Penso che il vaccino sia prima di tutto una grandissima opportunità per proteggere noi e gli altri - commenta l’operatrice sanitaria - Al momento della vaccinazione ero davvero entusiasta». 
 
La vaccinazione avviene in un ambiente protetto con infermieri e medici pronti ad intervenire per qualsiasi necessità. Una conferma che rispecchia la sua testimonianza riguardo all’opportunità di difendersi con una puntura dal Covid-19. «I vaccini, questo in particolare, dimostrano quanto la scienza abbia fatto progressi - garantisce Elisabetta - e quanto la ricerca debba per forza in futuro ottenere più finanziamenti. Per me il vaccino significa una protezione verso me stessa, ma soprattutto verso gli altri. Lo vedo come una luce in fondo a questo anno buio e pericoloso per tutti». Il 31 dicembre ha potuto prenotare sul sito dell’Ausl di Modena la data della vaccinazione. Come giorno disponibile ha scelto il 4 gennaio, compleanno del fratello. 
 
«Io, mio fratello e tutta la famiglia siamo molto legati - ribadisce la giovane - Da due anni io non vivo più con i miei, quindi ci vedevamo tutte le domeniche a pranzo dai nonni. E quest'anno ovviamente abbiamo perso tutto questo». Il gesto di vaccinarsi potrebbe dare forza e speranza di un ritorno alla normalità o alla costruzione di una nuova vita, liberi dalla paura di ammalarsi e fare del male alle persone care, che siano amici o familiari. «La paura non può e non deve renderci ciechi - l’appello di Elisabetta - Dobbiamo fidarci di chi sa fare ed ha fatto il proprio lavoro. È la migliore carta da giocare per uscire da tutto questo». 
E per il futuro?
 
«Mi auguro che tutti possano riavere la propria quotidianità, ma spero si faccia tenendo viva la memoria di ciò che abbiamo vissuto, per essere pronti e migliori in futuro. Oggi sento di ringraziare chi ha davvero lavorato in prima linea in tutti questi mesi, chi ha lavorato per il tracciamento dei casi, chi ha speso energie e risorse per creare questo vaccino, ma anche chi ha stretto i denti trovandosi in difficoltà economica e lavorativa, chi si è trovato solo. E soprattutto chi nonostante la stanchezza, la rottura, la frustrazione sta continuando e continuerà a tenere botta, a portare pazienza». —
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