Semaforo verde: il 15 febbraio si scia Il CImone pronto ad accogliere gli sciatori

Dal Cimone alle Piane tutto aperto con 2 metri di neve. Skipass a numero chiuso. Magnani: «Controlli severi agli impianti»

Gianluca Pedrazzi

La luce in fondo al tunnel arriva alle 16.18 quando il Cts dà il semaforo verde. Via libera allo sci dal 15 febbraio ma solo in zona gialla, impianti chiusi nelle regioni arancioni e rosse.È quanto ha deciso il Comitato tecnico scientifico, al termine della riunione in cui è stato esaminato il protocollo messo a punto dalle Regioni lo scorso 28 gennaio.Gli esperti hanno dunque bocciato la proposta delle regioni in base alla quale gli impianti avrebbero potuto riaprire anche in zona arancione, con una capienza ridotta al 50% su funivie, cabinovie e seggiovie e l'utilizzo obbligatorio di mascherine Ffp2.


Un’ora dopo, il tam tam è talmente veloce che nei paesi ai piedi del Cimone, alle Piane di Mocogno e pure Fiumalbo, Pieve e nel piccolo paradiso del fondo Piandelagotti- Frassinoro i telefoni degli alberghi e dei b&b squillano a raffica per sapere disponibilità. «Oggi è un bel giorno per tutta la montagna. È dal 9 marzo dello scorso anno che non abbiamo sciatori. Tanti dei nostri addetti sono senza lavoro, in cassa integrazione. Ma da lunedì ripartiamo con le assunzioni. È una boccata d’ossigeno importante, anche se aprire il 15e è un lunedì.Fosse stato il weekend normale avrebbe potuto significare incassare come Consorzio del Cimone, 250mila euro, che dopo aver accusato 4,8 milioni di mancati ricavi voi capite bene cosa vogliono dire... Ma va bene lo stesso. Finalmente abbiamo un orizzonte davanti. Noi e l’indotto che gli impianti sci e le piste trainano: alberghi, noleggiatori, commercianti nei paesi...», dice finalmente con il sorriso Luciano Magnani, presidente del Consorzio del Cimone. In questi giorni che separano dalla riapertura degli impianti tutto sarà focalizzato sulla sistemazione della sicurezza nelle piste. I check delle seggiovie, delle biglietterie, dei sistemi di gestione on line. Già perché il Cts in base al protocollo concordato dalle Regioni ha dato sì l’ok alla riapertura della stagione sciistica ma con presenze contingentate.«Dovrebbe essere il 30% della portata oraria degli impianti. Pensavamo fosse un 50% ma ora sembra sia stata ridotta al 30% - precisa Magnani - Che per noi che abbiamo una portata di circa 14mila sciatori vuol dire averne sulle piste non più di 5mila. Il numero chiuso significherà massima attenzione alla sicurezza, al distanziamento alla partenza degli impianti, dove avremo anche personale qualificato che farà rispettare le regole. Il consiglio è di acquistare on line gli skipass andando sul nostro sito ww.cimonesci.it. È più veloce, facile e sicuro».

Da lunedì il Consorzio riporterà gli addetti dagli attuali dieci a settanta, tra operatori degli impianti, biglietterie, gattisti... Quasi due i metri di neve che daranno il benvenuto agli sciatori.

«Per il comprensorio del Cimone e per tutta la montagna emiliana è una grande occasione di farsi conoscere da chi di solito va sulle Alpi, visto che lo spostamento è consentito solo in regione. E noi siamo pronti», afferma Magnani.

Sorride fiduciosa anche Silvia Mazzieri che con la madre Francesca guida il Consorzio delle Piane di Mocogno. «C’è tanta neve che dopo anni apriremo anche la storica pista del Duca - spiega - Per non parlare dei quindi chilometri degli anelli di fondo della Piana Amorotti. Baby park e tutto il resto aperti». Messo il cerchietto sul 15 febbraio nel calendario il resto lo farà la coscienza degli sciatori e dei turisti per il rispetto della sicurezza. —