Ravarino Le monta due valvole e chiede 596 euro Tecnico denunciato

Ravarino Vendita truffaldina ad una anziana che lo accoglie in casa  Federconsumatori: «Tecnica diffusa, chiedere il recesso»

Chiara Pignatti

ravarino. Tecnici specializzati nel raggirare i clienti più deboli, proponendo strumenti utili alla loro sicurezza che abilmente montano per poi presentare il conto, lasciando spiazzati gli spaesati interlocutori. A Ravarino è stato denunciato un ennesimo episodio. A farne le spese, ancora una volta, una persona anziana.


A metà settimana, si è presentato davanti alla porta di casa della donna un uomo, che si è presentato come incaricato di una ditta di sicurezza per l’impianto gas. L’ultraottantenne credeva di avere di fronte un soggetto autorizzato dal Comune e così ha aperto la porta, fidandosi dell’estraneo. In pochi istanti il tecnico ha installato due valvole per rilevare le perdite di gas, presentandola come un’operazione di routine, utile alla sicurezza di tutti. Ordinaria appariva anche la richiesta dei dati personali della signora per saldare il conto: 596 euro da pagare all’istante.

La signora ha pagato, nonostante si fosse insospettita. Ha quindi accompagnato alla porta l’estraneo, precipitandosi poi alla stazione dei carabinieri. E in caserma ha fatto denuncia, procedendo anche con la richiesta di recesso immediato dal contratto sottoscritto e consequenziale rimborso. «Siamo di fronte ad una tecnica usata molte volte in tutta la provincia», ammette il presidente di Federconsumatori Modena, Marzio Govoni. Secondo quanto ricostruito, i tecnici truffaldini si spacciano per dipendenti di ditte che hanno nomi fortemente assonanti a quelle che tutti conosciamo. Tuttavia, queste ditte “fake” hanno vita breve: durano solitamente poche settimane prima di dissolversi nel nulla, impossibilitando sia il recesso di contratto sia di ricevere le somme sborsate.

«Registriamo sul territorio centinaia di truffe – continua Govoni – soprattutto con anziani come vittime». Il nome più volte riecheggiato nelle abitazioni dei modenesi nel 2019 è stato, ad esempio, quello di “Meta Gas”. «Al di là del nome altisonante, si è rivelata una partita Iva intestata ad un singolo soggetto che ha truffato vittime inconsapevoli – spiega il presidente di Federconsumatori – sparendo poi nel nulla senza lasciare traccia».

Tracce dell’episodio d’inizio febbraio restano dopo la denuncia della donna. Attraverso i social non sono mancate le segnalazioni di cittadini che hanno visto circolare per le strade sospetti operatori. Un tam-tam virtuale (per una difesa reale) rimbalzato in altri Comuni della Bassa. Sui social è stata segnalata un’ulteriore ditta che avrebbe caratteristiche simili: un nome molto assonante a quello di un’azienda conosciuta.

«Ricordiamo che l’amministrazione comunale – spiega il sindaco Maurizia Rebecchi – non propone mai l’acquisto di beni o di servizi di qualunque natura. È buona pratica, in caso di qualsiasi dubbio, informare sempre le forze dell’ordine e verificare con i propri gestori di energia la natura delle proposte che è possibile ricevere al proprio domicilio». —

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