Marano. Focolaio a Villa Sorriso con 33 positivi

Vaccinati ma non ancora immuni: 30 gli anziani positivi al Covid nella Cra a cui si aggiungono 3 operatori

MARANO. Anche Villa Sorriso si è dovuta arrendere al Covid. La casa di riposo, una istituzione a Marano, era riuscita ad evitare contagi tra i propri ospiti. Lo aveva fatto anche nei momenti più complicati di quest’anno caratterizzato dalla pandemia. Di ieri, però, la notizia di un focolaio: 21 contagi tra gli utenti, 3 invece sono gli operatori positivi.

Dei già citati ventuno, due sono ricoverati in ospedale (non in terapia intensiva), mentre gli altri presentano sintomi lievi o sono asintomatici. Una vera beffa se si considera che la seconda tornata di vaccini si era esaurita lunedì scorso. Alcuni giorni dopo, giovedì, gli ospiti sono stati sottoposti ai tamponi e ieri è arrivata la notizia dei contagiati. Verosimilmente, come fanno sapere da Villa Sorriso, gli ospiti sono stati “attaccati” dal virus nel periodo di tempo che va dalla somministrazione della seconda dose del vaccino all’immunità.

Da subito, i gestori della struttura si sono attivati contattando l’Ausl e il Comune. «Un lavoro che sta continuando costantemente e che proseguirà», così il sindaco Giovanni Galli. Giovedì, tra l’altro, sono previsti nuovi tamponi per fare il punto della situazione. Per capire come gli ospiti avranno reagito al Covid dopo aver ricevuto il vaccino. Tutti gli utenti contagiati fanno parte della Cra e quindi non della comunità alloggio per la salute mentale presente nello stesso plesso, ma non colpita dal virus. In totale, Villa Sorriso ospita attualmente circa novanta persone. Sempre dalla struttura sottolineano che tutte le famiglie sono state avvisate di quanto accaduto e che i servizi continuano ad essere garantiti. Il contagio di soli tre operatori permette infatti di non stravolgere di troppo le varie attività giornaliere di Villa Sorriso.

La replica dell'Ausl

La prima dose di vaccino anti-Sars-CoV-2 presso la CRA Villa Sorriso è stata somministrata dall’équipe vaccinale lo scorso 11 e 12 gennaio (134 in tutto le somministrazioni tra ospiti e operatori). A seguito del normale screening periodico previsto nelle strutture per anziani, tra il 18 e il 23 gennaio sono emersi i primi casi di positività e, come da protocolli vigenti, la seconda dose di vaccino, effettuata il 1° febbraio, è stata somministrata a 132 tra operatori ed ospiti che a quella data risultavano negativi. I tamponi effettuati successivamente, in data 4 febbraio, hanno fatto emergere altre positività, che probabilmente erano già in fase di incubazione: ad oggi sono in totale 30 gli ospiti positivi, di cui la maggior parte asintomatica o con sintomi lievi.

“Com’è ormai noto, l’efficacia del vaccino Comirnaty, nella percentuale del 95% indicata dalla casa produttrice – dichiara Silvana Borsari, direttrice sanitaria AUSL e responsabile della cabina di regia provinciale per la campagna vaccinale – è raggiunta circa 7-10 giorni dopo l’effettuazione della seconda dose e dunque nel periodo che intercorre tra la prima e la seconda somministrazione (circa 21 giorni) non si può comunque escludere la possibilità di contrarre l’infezione, come accaduto all’interno della struttura. Continuiamo quindi a vaccinare i nostri anziani nelle CRA e gli over80 assistiti a domicilio perché vogliamo assicurare loro la più alta protezione possibile.

Per tranquillizzare i nostri cittadini vogliamo ricordare come non vi sia possibilità di contrarre il virus per effetto del vaccino in quanto questo non contiene il virus ma solo un piccolo frammento di RNA messaggero che non può propagare sé stesso nelle cellule, può solo stimolare la risposta immunitaria nel nostro organismo. Non è dunque possibile ammalarsi per colpa del vaccino, ma ci si può comunque ammalare. Ne approfitto per ricordare che non dobbiamo mai smettere di applicare le misure di sicurezza, nemmeno dopo la somministrazione delle dosi, pensando di essere già protetti. Per questo ci raccomandiamo sempre di rispettare le norme, che continuano ad essere vincolanti per tutti, vaccinati e non. Una misura – conclude Borsari – non vive senza l’altra: solo tenendo saldamente insieme queste due azioni, vaccinazione e protezione, potremo uscire da questa pandemia”.