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Motori, caschi e volanti Ferrari da 600mila euro: battuta all’asta parte della collezione Neri

Venduti a Parigi gli oggetti che hanno fatto la storia della Ferrari. Erano di proprietà del gestore del ristorante Cavallino

MARANELLO. Un’occasione troppo ghiotta per gli appassionati della Ferrari. O almeno per quegli appassionati con un buon portafoglio. Una parte della collezione di Beppe Neri all’asta. Sì proprio Beppe Neri, imprenditore e amico di Enzo Ferrari, nonché gestore del ristorante Cavallino per qualcosa come 36 anni. All’asta, battuti dalla prestigiosa Artcurial di Parigi, sono andati 103 oggetti. Dovevano essere 104, ma poi spiegheremo quale è la defezione. Tutti, ad eccezione di cinque, venduti. Veduti per una cifra molto vicina ai 600mila euro complessivi, 583.130 se la matematica non ci tradisce.

L’asta si è consumata dalle 13,30 alle 16 di ieri. Due le modalità che hanno portato in dote diverse offerte: in presenza nella sede parigina sugli Champs-Élysées e in versione virtuale sul sito della casa d’asta.


Dalle fotografie autografate, ai caschi dei piloti sino ai motori o alle scocche delle monoposto di Formula 1. Un po’ per tutti i gusti e per tutte le tasche. Molti di questi oggetti, tra l’altro, facevano parte proprio dell’arredamento tipico del “Cavallino”. Il mitico ristorante che, poco tempo fa, è passato sotto la gestione di chef Massimo Bottura.

Ma si diceva dell’asta e dei lotti, come sono definiti in gergo, unici. Ci sono voluti, giusto per gradire, 130mila euro per portare a casa il “pezzo” numero 86: il motore della F412 T2, monoposto guidata dal Jean Alesi e Gerhard Berger nel Mondiale del ’95. Poco più di 100mila euro (110 precisi precisi) sono serviti per acquistare la scocca di un’altra vettura legata alla F1: la Ferrari 641, quella di Alain Prost nel campionato 1990. Quindi i 32mila euro e i 30mila per i due bolidi Ferrari “056” utilizzati a Maranello, sempre per le gare di F1, dal 2006 al 2013.

Queste sono solo le cifre più importanti, le curiosità riguardano invece gli acquisti meno costosi, si fa per dire. Ad esempio c’è tutto il mondo dei caschi che sicuramente ha attirato parecchie attenzioni: due quelli di Michael Schumacher. Uno “andato” a 9.500 euro, l’altro a 5mila. 4mila ciascuno per i due di Alonso, 5mila per quello di Barrichello. È costato invece 9mila euro il casco gialloblù, ispirato a Peterson, che ha caratterizzato la carriera di un mito come Michele Alboreto.

Grande bagarre, poi, per le fotografie con Schumacher risultato il più costoso rispetto ai colleghi. Lo scatto con un abbraccio a tre Schumacher-Barrichello-Todt è invece arrivato a quota 4mila. A proposito, altro trio (Montezemolo, Lauda e Ferrari) per una foto simbolo del ristorante Cavallino: 3mila euro.

Accesa “battaglia” riservata ai modellini. In particolari a quelli che andavano a riprodurre le monoposto di F1 con lunghezze oltre il metro. Quelle, chi ha frequentato il Cavallino lo ricorderà, che Beppe Neri teneva in bella vista appese al muro. Uno di questi pregiati oggetti in scala uno a cinque è stato battuto a 20mila euro. Non un grande successo, pure in questo caso si fa per dire, per quanto riguarda i volanti. Sempre di Formula 1 si tratta, ma stavolta le cifre si aggirato attorno ai mille euro.

Si diceva dei 103 oggetti messi all’asta. 103 sui 104 annunciati. Non è stata infatti “battuta” una cartolina firmata dal Drake e indirizzata a Beppe Neri. Nel documento, Ferrari ringraziava per la cordialità l’amico ristoratore. Chissà, forse le figlie di Neri avranno deciso di conservala. Di custodirla insieme ad altri meravigliosi pezzi unici che la famiglia ha tenuto per sé e che ha deciso di esporre nel nuovo locale, il “Ristorante 36” di Maranello. —

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