Parlamentari lontani dalla gente? Fassino non ci sta: «Incontri, chiamate e visite nelle aziende I miei tre anni tutti nel Modenese»

Il parlamentare Piero Fassino replica alla lettera degli iscritti che hanno accusato gli eletti dem di essere poco presenti

MODENA Pensa ai problemi della Ceramica Alta di Frassinoro, con il tetto crollato sotto la neve, e a quelli delle aziende della Bassa, ancora alle prese con il post-terremoto. E poi pensa ai 107 chilometri che ci sono in mezzo, agli incontri e alle telefonate per capire le esigenze del territorio. Quello che comprende meno, invece, è la lettera di un gruppo di iscritti modenesi che lo accusa, insieme agli altri parlamentari dem eletti a Modena, di essere “scomparso” dalla provincia.



All’indomani dell’intervento del gruppo di iscritti del Villaggio Giardino e Villaggio Artigiano, il primo parlamentare che ha deciso di rispondere è Piero Fassino, deputato eletto nella circoscrizione modenese.

Onorevole Fassino, dopo l’elezione vi siete... dimenticati del territorio?

«Sono molto stupito per quello che ho letto, perché da quando sono stato eletto nel marzo 2018 fino all’inizio di Covid-19 sono stato sempre presente sul territorio, come possono confermare i dirigenti provinciali e dei tanti circoli che ho visitato. Da quando è esploso Covid sono stato, come tutti, obbligato a sospendere le iniziative in presenza. Ma le ho sostituite con gli incontri online. L’ultimo tre giorni fa con gli iscritti della Bassa, territorio con il quale ho mantenuto uno stretto rapporto, continuando a occuparmi delle aziende in difficoltà e dei problemi post-sisma».



E gli altri territori?

«Allo stesso modo, ho continuato a incontrare online gli iscritti di Castelnuovo, di Ravarino e di tanti altri Comuni. Così come mi sono occupato di aziende in difficoltà come Unifernavale di Finale e Ceramica Alta di Frassinoro e di altre aziende della provincia, con un filo diretto con sindaci, assessori e consiglieri del territorio. In questi giorni ho dato una mano a facilitare l’inoltro degli aiuti umanitari raccolti a Modena per i profughi in Bosnia. Insomma, se c’è una cosa di cui difficilmente mi si può accusare è di non essere presente...».

Forse la presenza è diventata meno visibile a causa della pandemia.

«Senza dubbio: tutti soffriamo di uno spaesamento da lockdown e abbiamo voglia di tornare a incontrarci in presenza, e speriamo davvero che si possa riprendere al più presto. Detto questo, oggi ci sono tanti modi per essere vicini al territorio, sostituendo temporaneamente le attività in presenza con quelle online. L’ho fatto e continuerò a farlo.»

Mentre Modena fa i conti con i problemi di sempre, a Roma sta cambiando il governo: è ottimista?

«Dal momento che è venuta meno la maggioranza che sosteneva il governo Conte, le alternative erano due: o andare a elezioni, oppure formare un nuovo esecutivo con una larga base parlamentare. Il presidente Mattarella è stato molto chiaro: visto che andare al voto significherebbe avere un governo non prima di cinque o sei mesi - come avvenne con le elezioni del 2013 e 2018 - situazione che oggi non possiamo permetterci, l’unica alternativa percorribile è proprio quella di un esecutivo con una base larga. Quella di cui parliamo non è un’alleanza tra centrodestra e centrosinistra, ma una situazione straordinaria che ha bisogno di risposte straordinarie». —