Contenuto riservato agli abbonati

Modena. Un drone per salvare la vita a “bambi” sorvolerà i campi prima della mietitura

Il Centro fauna selvatica “Il Pettirosso”lancia una iniziativa di raccolta fondi per finanziare il progetto per evitare che i piccoli dei caprioli vengano falciati mentre si nascondono nell’erba  

MODENA Con l’avvicinarsi della primavera il Centro Fauna Selvatica Il Pettirosso di Modena, ha in cantiere, attraverso una campagna di crowdfunding, l’acquisto di un drone con telecamera termica da utilizzare in un nuovo progetto per la salvaguardia della fauna selvatica ed in particolare per salvare i cuccioli di capriolo che nei mesi primaverili e estivi si mimetizzano nell’erba alta finendo spesso e volentieri tra le lame delle trebbiatrici. I piccoli esemplari, che nella prima fase della loro vita possiedono un odore riconoscibile solo dalla loro mamma, proprio per non essere scovati dai predatori, si rifugiano in mezzo all'erba in attesa della madre che porti loro cibo ma, spesso ne rimangono vittime.

Modena, un drone sorvolerà i campi per salvare la vita ai cuccioli di capriolo

«Come già accade in alcuni cantoni della Svizzera e in alcune province dell’ Austria – spiega Piero Milani, responsabile del centro faunistico modenese- vorremmo provare a far fronte a questo grosso problema che tutti gli anni si ripresenta. Non son pochi infatti i cuccioli di capriolo che ci portano con gli arti falciati non appena arriva il momento della trebbiatura dei campi . Per non parlare di quelli che purtroppo finiscono uccisi. Ormai anche le nostre campagne sono popolate da questi mammiferi, quindi la loro tutela e salvaguardia non è più da riservarsi solo nelle zone collinari e montuose ma va estesa anche in pianura.

Attraverso questo drone con telecamera termica - continua Milani- che permette di individuare ciò che si sta cercando anche nelle ore notturne in quanto è in grado di rilevare il calore del corpo, potremmo allora individuarli prima dello sfalcio e con le dovute cautele potremmo spostarli dal centro del campo ai bordi, sempre in zona, in modo tale che la madre li possa ritrovare sani e salvi. Questo servizio sarebbe uno dei tanti che già il Pettirosso offre per la salvaguardia della fauna selvatica e che gli agricoltori potranno sempre richiederci gratuitamente».

Qualora il Pettirosso riuscisse ad avviare il nuovo progetto sarebbe il primo in Italia e potrebbe farsi da divulgatore della buona pratica su tutto il territorio nazionale.

«Abbiamo deciso di investire risorse anche in questa direzione – spiega Milani- anche perché siamo molto preoccupati della situazione in cui versano i caprioli. Innanzitutto la caccia indiscriminata degli anni passati ha provocato un calo drastico della popolazione, così come le forti ed abbondanti nevicate, sempre più spesso anche fuori stagione, proprio quando i piccoli sono appena nati, impediscono alle madri di trovare il cibo necessario per il loro primo periodo di vita facendoli andare incontro a morte certa. Tutto ciò ha contribuito a far si che in certe zone e località i caprioli siano calati anche del 70 %».

I soldi che verranno raccolti tramite la campagna di crowdfunding non servirà solo per l’acquisto del drone ma anche per l’acquisizione della patente di pilotaggio agli operatori che come si sa è obbligatoria per chiunque maneggi un dispositivo di quel genere munito di telecamera. Per donazioni le istruzioni sulla pagina Facebook del Pettirosso. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA