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Nonantola, piano emergenza, i comitati uniti: «C’è oppure no? Serve chiarezza»

I gruppi dei cittadini sul programma di protezione civile «Se non è stato comunicato vogliamo sapere i motivi»

Il giallo del “piano scomparso” non si dissolve e resta un tassello di un mosaico ancora tutto d’assemblare. L’alluvione del 6 dicembre ha lasciato un conto (da prime stime) di oltre 50 milioni di euro per le richieste dei privati. Oltre cinquecento imprese hanno presentato domanda per un aiuto economico, più di 2.600 i nonantolani che hanno chiesto un sostegno per le case. Sono 53 le famiglie che ancora sono sfollate.

Domenica scorsa gli esponenti del comitato cittadini alluvione Nonantola hanno lanciato un appello per azioni legali quali class action collettiva e querele individuali contro Aipo. I comitati Arginiamo e Salute ambientale di Campogalliano hanno criticato la tabella di 115 milioni di euro stilata dalla Regione per richiedere fondi dall’Unione Europea con il piano “Next Generation Eu”.



«In assenza dei progetti, non è possibile presentare la richiesta», teme Massimo Neviani (Salute ambientale). Da Arginiamo giunge una nuova sollecitazione: che fine ha fatto il piano di protezione civile comunale? Il piano risulta l’unico mancante per la nostra provincia nella mappa stilata dal Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. I dati sono trasmessi dalla Regione al Dipartimento stesso. Nelle comunicazioni tra Nonantola e Modena, Modena e Bologna, Bologna e Roma si deve essere perso un passaggio. Il piano di protezione comunale è obbligatorio ai sensi del Codice della Protezione Civile, vale a dire il decreto legislativo 1/2018. Un decreto sottoposto a continue modifiche, dal decreto legislativo del 6 febbraio 2020 alla nuova direttiva sull’IT-Alert ancora da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale. L’ultimo aggiornamento dei “dati di dettaglio” sulla “mappa dei piani di protezione comunali” è datato 11 febbraio 2020.



Sul sito istituzionale del Comune di Nonantola, alle 19,10 di ieri, non si trovava il piano comunale alla voce “Protezione civile”. Più volte sollecitata in merito, l’amministrazione si riserva il diritto di rispondere. Intanto, dai comitati iniziano ad arrivare le prime sollecitazioni. «Se non hai un piano, in caso di emergenza è come non avere una guida», attesta Simone Giovanardi del comitato Arginiamo.



«Se vi fosse una mancanza burocratica, ne dovrebbe rispondere il prefetto», fa eco Emilio Salemme, presidente della Consulta Ambiente di Modena.

Giovanardi amplia il raggio di azione. L’esponente di Arginiamo ha spulciato i piani pubblicati da altri Comuni in rete. «Un altro aspetto potenzialmente degno di nota è l’adeguamento dei piani di emergenza alla norma del 2018», assicura Giovanardi. Un adeguamento di cui non si trova ancora traccia in un link della mappa nazionale. Il Dipartimento della Protezione Civile diffonde infatti i dati con una specifica: «In questa sezione pubblichiamo, per ogni Regione, l’elenco e la percentuale dei Comuni dotati di piano, senza alcun riferimento alla data di aggiornamento o ad altri parametri qualitativi».

«Sono ben 28 i piani modenesi che non mi risultano pubblicati - stima l’esponente di Arginiamo - ma non vuol dire che anche se vecchi non siano presenti. In quel caso, ha senso fare accesso agli atti». Una procedura che non esclude si possa fare per il “piano scomparso” di Nonantola. «Si può fare certamente - attesta Giovanardi - anche come semplice cittadino».

Coinvolgere i cittadini è tra gli obiettivi dichiarati dello stesso Codice. Al secondo comma dell’articolo 18 (come modificato nel 2020) si apprende che «è assicurata la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, al processo di elaborazione della pianificazione di protezione civile, secondo forme e modalità individuate con la direttiva di cui al comma 4 che garantiscano, in particolare, la necessaria trasparenza».

La direttiva di venerdì scorso dev'essere ancora pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Riguarda i sistemi di allertamento di protezione civile e il sistema di allarme pubblico “IT-Alert”. Nell’informativa ai cittadini del 17 dicembre scorso, il sindaco nonantolano Federica Nannetti (delegata alla Protezione Civile) ha descritto tre comunicazioni telefoniche con un sistema di “Alert System” alla popolazione. —

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