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Formigine La tata diventa fata con una magia grazie a Whatsapp

FORMIGINE La tata Luciana è pronta ad entrare nelle case di tutti i bambini, per raccontare loro mille storie e avventure. Perché Luciana non è sono una tata, ma è anche una fata. Ed è anche socia di Elena Barbieri, fondatrice della “Biblioteca del Gufo”, progetto nato a Formigine, inizialmente, per distrarre Federico, il figlio di Elena affetto da leucemia.


Con gli anni, la “Biblioteca del Gufo” si è allargata, con le sue casette di libri da prendere liberamente in prestito sparse per la provincia. E adesso, arrivano le “Favole al telefono”, che si ispirano a un progetto ideato qualche mese fa in provincia, ma che, di fatto, propongono una formula tutta nuova. Perché è risaputo: i bambini adorano sentirsi ripetere la stessa storia. È anche il principio che ha sancito il successo delle serie tv, alla cui base c’è sempre un ritorno dell’identico. La serialità risponde proprio a questo, ad un istinto infantile, al piacere di sentirsi ripetere un contenuto che piace. Da qui nasce l’idea di Elena Barbieri e Luciana Barzetti: «Abbiamo pensato – racconta Elena – di registrare dei vocali su WhatsApp in cui tata Luciana interpreta le favole, che invieremo ogni settimana a chi deciderà di prenotarsi. In questo modo, le famiglie, avranno sempre a disposizione la favola registrata, la potranno mettere su tutte le sere se ai bimbi piace». Anche perché, aggiunge Elena: «Quante volte capita che i figli dicano “raccontami la stessa storia di ieri”? E vogliono che gliela racconti nello stesso identico modo, se sbagli si arrabbiano, sono attenti e ti correggono».


L’iniziativa è gratuita, basta prenotarsi al numero 3473691323: «È un modo per far sapere che noi come Biblioteca del Gufo ci siamo – aggiunge Elena – e siamo vicini alla comunità. In questi mesi con la pandemia non abbiamo potuto tenere sempre aperto il magazzino in cui vendiamo libri il cui ricavato va per il progetto dell’ambulanza pediatrica. L’abbiamo comprata l’anno scorso ed è già operativa, ma dobbiamo ancora finire di pagarla». Per ora le adesioni per le “Favole al telefono” sono state molte, anche da fuori Formigine e la cosa che sorprende è che, a volere ascoltare non sono solo i più piccoli: è arrivata anche una richiesta da una coppia di nonni, che hanno scritto non per i propri nipoti, ma per se stessi, perché, a loro, piace ascoltare le favole proprio come i più piccoli. E non hanno tutti i torti, anche perché, tra l’altro, i primi titoli che verranno proposti saranno favole di Gianni Rodari, un grande osservatore della realtà. Realtà che, poi, traduceva in favole. E Luciana Barzetti non vede l’ora di cominciare.

Molto conosciuta a Formigine, ha insegnato al nido per 31 anni e, sembra quasi scontato dirlo, adora i bambini. «Sono un’anziana con il cuore da bambina – scherza la “tata” – altrimenti non riuscirei a fare queste cose. Ho sempre avuto la fortuna di fare quello che per me non era un lavoro, ma una soddisfazione». E aggiunge: «Quando Elena mi ha proposto questa cosa ho pensato, “perché no”? Sappiamo quanto al bambino faccia piacere il ripetersi delle cose, gli dà un senso di stabilità. E poi in questo modo potrà riascoltare la favola in vari momenti, e poi spegnerla quando non gli interessa più».


Come detto, le prime proposte arriveranno dal repertorio di Rodari: «Favole brevi – sottolinea l’ex maestra – di quattro o cinque minuti, perché l’attenzione dei bimbi è limitata. Il nostro sogno nel cassetto è, dopo questa prima serie, passare ai video, sempre su WhatsApp, in cui io interpreterò la “fata dei libri”, raccontando sempre queste storie». Ci si può già prenotare: da lunedì 8 tata Luciana entrerà a piccoli passi, con la sua voce, nelle case di grandi e piccini, con una favola ogni sette giorni.

I primi titoli? “Il paese con l’esse davanti”, “A toccare il naso del re” e “La guerra delle campane”. «Rodari – spiega Luciana – gioca con l’ironia e speriamo che piacciano queste cose. Non sono le solite storie con la principessa e il re, si parla anche di guerra, ma la guerra si combatte con lo “scannone”! È un modo per entrare nel loro mondo, e allo stesso tempo loro potranno entrare nel mondo di Giovannino che va a toccare il naso del re. Speriamo di portare un soffio di novità e spensieratezza, non solo per i piccoli, ma anche per genitori e nonni. Non bisogna mai smettere di essere bambini». —