Modena. Legacoop si propone «Possiamo gestire ospedali di comunità e lungodegenze»

Benini: «Tempi maturi per sperimentare le cooperative» Nel 2020 calo generale dei ricavi ma occupazione stabile

Giovanni Medici

Le parole di Amanda Gorman, la poetessa protagonista dell’insediamento del presidente Usa Biden, hanno aperto ieri mattina l’assemblea di Legacoop Estense.


Erano 150 i partecipanti a questo evento tenuto online e sono intervenuti pure i sindaci di Modena e Ferrara, territori di riferimento, e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che oggi andrà a colloquio con il presidente incaricato Draghi come presidente della Conferenza delle Regioni. Il presidente Andrea Benini ha ovviamente ricordato come il 2020 sia stata «un’esperienza che rimarrà nella vita di ciascuno di noi. Quasi tutte le cooperative – ha detto – sono state colpite, con conseguenze differenziate a seconda dei settori di appartenenza. Durante il lockdown il 67% delle aderenti ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, che hanno coinvolto circa il 30% dei lavoratori. Oltre l’80% è intervenuto sulla struttura finanziaria. Generalizzato il calo dei ricavi, con una forbice tra -80 e -10% dei fatturati su base annua. Il Centro Studi Legacoop ci dice poi che il 68% delle cooperative si aspetta una domanda stazionaria nel 2021 e il 75% dichiara che non interverrà comunque sul personale».

Bisogna aumentare ancora di più la vicinanza delle aziende cooperative al territorio puntando a una maggiore collaborazione tra pubblico e privato «soprattutto – ha spiegato - in un momento in cui sono in costante aumento le segnalazioni di dumping salariale nei settori delle pulizie, della cultura, della movimentazione merci, della ristorazione e in altri ancora». Molto condiviso da parte di Benini è l’approccio previsto dal rinnovato Patto per il lavoro e il clima della Regione, «che innerva sulla solida struttura concertativa del patto precedente la cultura della sostenibilità ambientale, sociale e istituzionale dello sviluppo. E vanno potenziate le infrastrutture materiali e digitali, strade, porti, ferrovie e idrovie, che da tempo attendono di essere completate (Cispadana, bretella Sassuolo-Campogalliano ad esempio)».

«In ambito sanitario, senza volere privatizzare, sono maturi i tempi per sperimentare la gestione cooperativa di servizi a maggiore intensità assistenziale come le lungodegenze o gli ospedali di comunità. Analogie e diversità tra Modena e Ferrara da un lato evidenziano poi la necessità di un maggior coordinamento provinciale, dall’altro costituiscono la base per un ragionamento di area vasta che potrebbe essere un punto di forza nella prospettiva di attrarre risorse dal Recovery Fund. Pensiamo – ha concluso Benini – che oggi si debba scegliere, preferendo imprese sostenibili e socialmente responsabili a imprese speculative che estraggono solo valore dai territori, sfruttando il lavoro e praticando l’evasione mascherata». Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha ribadito nel suo intervento che a fronte di numeri poco confortanti per il 2021 bisogna puntare su scuola e lavoro per aumentare l’attrattività del territorio. «Tra un mese – ha detto – sarà operativo il Data Center, la partenza del treno Modena-Cina sta per avvenire, entro l’estate approveremo il PUG e il Comune ha previsto 176 milioni di euro di investimenti per il triennio mentre sono 120 quelli programmati dai privati».

Il presidente Bonaccini ha ricordato le priorità che la Regione intende ribadire anche a Draghi: la lotta alla pandemia e il piano vaccinale, con un maggiore coinvolgimento delle amministrazioni locali in sede di programmazione dei fondi europei. —