Fiorano L’energia dei clown supera le barriere e tocca gli anzian

FIORANO C’era chi indossava una parrucca rossa, o forse arancione, di una tonalità indefinita; un altro aveva una parrucca verde e il naso rosso. Molti di loro avevano il camice da dottore, quello bianco, sì, ma pieno di disegni, e poi scarpe buffe, pantaloni larghi a vita altissima, un po’ “alla Fantozzi”.


Ma, essenzialmente, tutti loro erano vestiti in modo così colorato e scoordinato, che solo a guardarli passare per le strade di Fiorano, mentre si dirigevano alla Fondazione Luigi Coccapani, qualcuno deve aver certamente pensato: «Questo gruppo qua, sta per combinare qualcosa». E i Clown di “Dimòndi Clown Onlus”, associazione di clownterapia che ha sede a Fiorano, effettivamente “qualcosa” l’ha fatto l’altro giorno: regalare un’ora di divertimento agli anziani ospiti della casa di riposo Coccapani, ma anche agli operatori che vi lavorano. E, per farlo, gli è stata sufficiente una cassa per amplificare le canzoni che hanno cantato insieme agli anziani attraverso le vetrate. E i fogli con i testi, naturalmente. Ma per loro, mica per i signori residenti della struttura che, invece, le parole le conoscevano tutte a memoria.

L’idea di portare in giro questo “concerto”, di fatto, è nata già da qualche tempo; da tantissimo, ormai, a causa dell’emergenza sanitaria, i clown dottori non possono accedere all’interno di ospedali e case di riposo per portare un po’ di sollievo a pazienti, familiari e medici.
«Negli ultimi tempi – spiega Giliola Guidetti, clown dell’associazione – abbiamo notato che le persone camminano sempre a testa bassa, l’umore di tutti è cambiato. Noi vogliamo fare sentire la nostra presenza».
A Natale, Dimòndi aveva portato uno show simile davanti al reparto di pediatria dell’Ospedale di Sassuolo, dove opera ormai da anni. Stavolta la scelta è ricaduta sulla casa di riposo di Fiorano: «A prescindere dall’età – continua Giliola – tutti hanno bisogno di spensieratezza.

Avevamo un aggancio con la Fondazione Coccapani, così ci siamo messi in contatto con la struttura, che subito si è mostrata interessata alla proposta». E così, i clown, probabilmente in borghese, hanno prima effettuato un sopralluogo, realizzando quanto la location fosse perfetta per il tipo di spettacolo che avevano in mente per gli ospiti, con le sue ampie vetrate affacciate su un bel cortile. Dunque via ai preparativi: «Coordinandoci con l’animatrice della Coccapani – prosegue Guidetti – abbiamo scelto il repertorio di canzoni da proporre, volevamo che il nostro pubblico conoscesse i testi, così che potesse cantare con noi».


Ed è proprio così che è andata. Sabato, il gruppo di clown è arrivato alla casa di riposo, trovando già disposti su due file, in poltrona davanti alle vetrate, gli anziani pronti ad assistere allo spettacolo. Tempo di posizionare la cassa, collegare i microfoni, e lo sgangherato show è cominciato. I titoli? “Volare”, “O bella ciao”, “Romagna mia”, “La domenica andando alla messa” e qualche pezzo, immancabile quando si vuole fare festa, di Raffaella Carrà. I volontari, facendo svolazzare i camici bianchi, hanno improvvisato balletti, così come alcuni anziani da dietro le vetrate: «Chi riusciva –racconta Giliola – ha ballato insieme alle infermiere, gli altri cantavano e conoscevano tutte le parole. È stato meraviglioso, un’operatrice ci ha detto che era tempo che non facevano così “rumore”».


Tra un pezzo e l’altro, qualche clown in cerca di moglie si è anche proposto giocosamente con rose di plastica finte e, continua la volontaria «abbiamo mandato, sempre attraverso le finestre, baci e abbracci. È stato un modo anche per far divertire il personale della struttura e ora vorremmo ripetere la stessa cosa in altre case di riposo». L’associazione Dimòndi ha una ventina di soci, di cui quindici attivi; per diventare clown dottori è fondamentale, prima, intraprendere un percorso di formazione, che comprende anche un tirocinio. «Su questo – conclude Giliola – la nostra associazione non transige, essere formati è fondamentale per essere preparati alle situazioni a cui si va incontro. Negli ultimi tempi qualcuno ci ha chiesto informazioni sui corsi, ma per il momento a causa della pandemia sono fermi, speriamo di poter ripartire presto, anche perché qualche nuovo volontario serve sempre. Nel frattempo, continueremo, con le forze che abbiamo, a “fare rumore”». —
<SC1038,169> RIPRODU