Maserati, dopo 23 anni ritorna il motore tutto “made in Modena”

Nello stabilimento di viale Menotti sono operative sei stazioni per produrre il Nettuno della MC20

MODENA. Dopo 23 anni in Maserati ritorna un motore totalmente “made in Modena”, un propulsore disegnato e progettato in città , prodotto e sviluppato nella sede storica del Tridente, lo stabilimento di viale Ciro Menotti.

È il Nettuno della nuova supercar MC20 da 630 cavalli, annunciato da mesi: ora la produzione è entrata nella fase pienamente operativa grazie all’Engine Lab, che in viale Menotti si trova vicino alle nuove linee di verniciatura della MC20.


Un motore Maserati completamente modenese è novità significativa perché non accadeva dal 1998, vale a dire da quando la Casa del Tridente si avvaleva delle sinergie di gruppo e utilizzava solo motori Ferrari.

In questi giorni sono state presentate le sei stazioni di lavoro che caratterizzano la produzione del Nettuno. Una realtà di livello tecnologico elevatissimo, dove i diversi componenti vengono assemblati e completati in un processo produttivo che abbina lavoro manuale di precisione, simile alla meccanica dei motori di Formula 1, a sistemi digitali che guidano gli addetti nelle complesse fasi di montaggio dei componenti.

«Il motore Nettuno – ha spiegato l'ingegnere Jonata Azzali, responsabile dell'Engine Lab di Maserati – sfrutta tecnologie di derivazione della Formula 1, come la precamera e il sistema Twin Combustion, e le porta nella produzione di serie. Al momento la cadenza produttiva è di sei unità al giorno». Ma la produzione può essere incrementata anche di molte unità al giorno. Il Nettuno, un V6 da 630 cavalli, biturbo, con una potenza specifica record di ben 210 cavalli litro è «il capostipite di una nuova generazione di propulsori che saranno utilizzati sui modelli del Tridente in arrivo: come il Suv Grecale e la nuova GranTurismo».

È un’operazione di carattere strategico per la Casa del Tridente che ha scelto di rinsaldare il proprio rapporto con Modena per riannodare il rapporto fra la tradizione che l’ha vista crescere in questa città e il futuro produttivo connotato da tecnologie sempre più sofisticate in tutti gli ambiti. Tutto questo rientra nel Piano di investimenti su Maserati da 2,5 miliardi di euro all’interno del Piano da 5 miliardi per potenziare le attività produttive in Italia del gruppo Fiat Chrysler Automobiles. Ora il Gruppo è confluito in Stellantis con Psa e per avere informazioni più compiute sul futuro è necessario attendere il Piano industriale firmato da Carlos Tavares, Ceo di Stellantis. Un Piano che, è facile presumere, non potrà prescindere dagli importanti investimenti su Maserati. —