Modena. Nel ricordo delle foibe il tecnico dei maratoneti Gigliotti commemora il padre ucciso in Istria

Il sindaco Muzzarelli al Tempio: «Una tragedia che non può dividere»  In questura ricordato il sacrificio di Palatucci, salvatore di tanti ebrei 

Il ricordo

«L’8 settembre del 1943 ho perso mio papà nelle foibe». C’era anche il prof. Luciano Gigliotti, il tecnico più vincente della storia della maratona azzurra, alla cerimonia di ieri mattina in ricordo delle vittime.


Il Giorno del Ricordo, dedicato al dramma delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata, «non è una storia su cui ci si possa dividere». Lo ha affermato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli intervenendo alla cerimonia che si è svolta ieri mattina in piazzale Natale Bruni, con la deposizione di corona d’alloro al monumento dedicato ai Martiri delle foibe, e nel Tempio dei caduti, con la messa celebrata dal vicario generale monsignor Giuliano Gazzetti.

La cerimonia, alla quale ha partecipato anche il presidente del Consiglio comunale Fabio Poggi, autorità civili e militari, è stata promossa dal Comune insieme all’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e fa parte del programma di appuntamenti, curato dal “Comitato comunale per la storia e le memorie del Novecento”, che ha già visto diversi incontri e prevede altre iniziative nei prossimi giorni.

Davanti alla questura si è celebrato il settantaseiesimo anniversario della morte di Giovanni Palatucci, funzionario di polizia, morto nel 1945 nel campo di concentramento nazista di Dachau, Medaglia d'Oro al Merito Civile e riconosciuto “Giusto tra le Nazioni”.

In suo ricordo è stata deposta una corona di alloro dinanzi alla stele a lui dedicata nel piazzale antistante la Questura.

Palatucci, nato a Montella (Avellino) il 31 maggio 1909), avvocato, non esercitò la professione forense per intraprendere la carriera nell’amministrazione della polizia di Stato e fu assegnato a Genova come vicecommissario. Da 15 novembre 1937 fu responsabile dell’Ufficio Stranieri della Questura di Fiume, adoperandosi a favore degli ebrei e dei perseguitati politici e razziali. Hanno partecipato alla cerimonia le massime autorità cittadine e le rappresentanze dell’Anps di Modena e Sassuolo.

Il questore Maurizio Agricola ha ricordato il sacrificio di Giovanni Palatucci quale monito anche per le generazioni future perché il bene e l’amore per il prossimo costituiscano un indirizzo imprescindibile di vita. —

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