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«Alunni respinti? Sono pochi» La Cgil: «Modena non investe»

La Provincia sugli studenti esclusi dalla “prima scelta”: «Boom di iscrizioni» Riso (Flc): «Da anni manca un progetto adeguato sull’edilizia scolastica»

Modena. Pensa ai ragazzi di 14 anni che dovranno svegliarsi all’alba e prendere un autobus diretto in un’altra provincia. E poi pensa alla rabbia delle famiglie che si sono sentite dire “ci dispiace, ma non c’è posto”, o a quelle che resteranno fuori perché il sorteggio non è stato fortunato. Claudio Riso, segretario provinciale della Flc-Cgil, interviene così sul caso sollevato ieri dalla Gazzetta sulle classi mancanti alle superiori modenesi, tanto che al momento della chiusura delle domande online decine di famiglie sono rimaste fuori dagli istituti scelti dai figli. «Purtroppo si tratta di una situazione non nuova - spiega Riso - le scuole si arrabattano come possono tra criteri vari e sorteggi, ma comunque sia si tratta di sistemi che penalizzano quelli che rimangono fuori. Questo succede perché non ci sono gli spazi fisici: mancano le aule, i laboratori, le capienze e le metrature adeguate. Da anni in provincia di Modena non ci sono investimenti adeguati sull’edilizia scolastica: qualcosa è stato fatto nella Bassa con i fondi della ricostruzione, ma per il resto abbiamo tante scuole vecchie, con aule piccole e insufficienti, e con classi che arrivano a 29 alunni. Una situazione resa ancora più drammatica dall’emergenza sanitaria».

Una carenza di spazi che, come fa sapere la Provincia, è legata anche al boom di iscrizioni soprattutto negli istituti tecnici, per i quali Modena risulta prima in regione con 2.832 richieste, portando così il numero totale degli iscritti in prima superiore a 7.236. «La Provincia sta investendo risorse significative - fa sapere l’ente di viale Martiri - ma nonostante questo sforzo, in alcuni istituti i dirigenti scolastici devono ricollocare una parte residuale dei nuovi iscritti in altri istituti che propongono analoghi percorsi formativi». Nonostante gli oltre 15 milioni spesi per gli ampliamenti, dunque, «anche quest’anno in alcuni istituti, dove si sono verificati gli aumenti di iscritti più consistenti, i dirigenti non hanno potuto accogliere tutte le domande alla prima scelta per carenza di spazi. Gli studenti che non possono essere iscritti sono individuati sulla base di regolamenti e parametri, tra cui il percorso scolastico, decisi autonomamente dai singoli istituti. Stabiliti gli elenchi sono gli stessi dirigenti scolastici, in accordo con l’ufficio provinciale, ma soprattutto con gli studenti stessi e le famiglie, a indirizzare e ricollocare i ragazzi in altri istituti dove è presente un percorso didattico uguale o analogo».

L’ente fa però notare che «il numero degli studenti da ricollocare risulta residuale rispetto agli oltre 7mila iscritti in prima, tenendo anche conto che in alcuni casi gli studenti in eccesso sono inevitabili, come al liceo sportivo al Tassoni di Modena, dove il ministero ha previsto solo una prima, a fronte di un record di aspiranti che consentirebbe di avviarne tre».