Bosco di Sotto Una prima volta storica La famiglia Pavironica e lo sproloquio da casa

La pandemia sposta l’appuntamento dal cuore di Modena a Bosco di Sotto Sandrone, Pulonia e Sghorghiguelo raccontano la città nel “loro” giovedì grasso


BOSCO DI SOTTO. “Mudnès éd Mòdna, Zemiàn dal cèinter e anch éd tótta la provincia”. Modenesi di Modena, Gemignani del centro e di tutta la provincia, benvenuti a Bosco di Sotto. Benvenuti in via dell’Olmo numero 1, la casa di Sandrone e della famiglia Pavironica.



«Questa è un prima volta storica - sono le parole di Giancarlo Iattici, presidente della “Società del Sandrone” - mai la famiglia Pavironica aveva aperto le porte della propria casa. Quest’anno, a causa del Covid, sono stati costretti ad annullare il loro viaggio verso Modena.

Niente treno, niente sfilata e niente sproloquio in piazza Grande. Ma il nostro Sandrone, così come la Pulonia e Sgorghiguelo, non poteva non sproloquiare». L’appuntamento con le maschere cittadine è ormai fisso nel calendario modenese. “Giovedì grasso” fa rima con i pavironici. Anche quest’anno è stato così, ma con una modalità diversa: online. «In più di 150 anni - sempre Iattici - la famiglia ha avuto modo di parlare in almeno tre location cittadine. Il balcone del municipio ovviamente, ma anche dalla Pietra Ringadora e pure da un altro balcone, quello di palazzo Solmi. Mai, però, ci aveva accolto a casa.

Un luogo, quello dove ci troviamo ora, che è sempre rimasto nell’immaginario dei modenesi». Un luogo che, aggiungiamo, rimane avvolto dal mistero. Sandrone, Pulonia e Sgorghiguelo arrivano da Bosco di Sotto. Bosco di Sotto è Bosco di Sotto. Inutile spiegare come trovarlo, basta sapere che lì c’è Sandrone. La maschera di Modena, semplice quanto scaltro contadino. Impegnato, assieme a moglie e figlio, nella stalla. «La stalla con le mucche, Sandrone produce il latte per il Parmigiano Reggiano.

Non ha mai pensato di cambiare casa - racconta e scherza Iattici - non ha mai voluto acquistare una villetta vicina al centro. Il caro Sandrone è rimasto qui. In una casa che ricorda le nostre origini. Per la prima volta lo troviamo vestito da lavoro, dunque non con gli abiti indossati per la visita in città. Si può davvero dire che questo sia un carnevale storico per la maschera modenese». Una scelta, come detto, dettata dal virus: «Esattamente. Sandrone e famiglia hanno voluto evitare che i modenesi si riunissero in piazza. Lo hanno fatto per preservare i loro amati concittadini. Ci sarà modo di recuperare». Un aspetto, quest’ultimo, ricordato dallo stesso Sadrone .



Un lungo viale, la stalla affiancata alla casa dove il capo famiglia e la Polonia accolgono anche il sindaco Muzzarelli, pure il primo cittadino arriva al magico Bosco di Sotto per un saluto. A proposito, con loro c’è sempre il buon “Sgorghi” che, giusto per la cronaca, non lascia la fedele sciarpa del Modena calcio nemmeno per i lavori della campagna. Si diceva, però, della visita di Muzzarelli. Il sindaco è accolto dalla famiglia, in particolare dalla Pulonia che ricorda: «A gh’ho sèimper avû un débol per Gian Carlo. L’è un amm ch’a-m piès dimandi». Per tradurre ai meno avvezzi al dialetto: «Ho sempre avuto un debole per Gian Carlo eccettera eccettera».

Non mancano, vista la situazione e come facile intuire, i sorrisi e le battute. Almeno fino a quando il discorso non si fa serio. La parola passa proprio a Muzzarelli: «Il Covid ha condizionato questo particolare evento, ringrazio la famiglia Pavironica e i volontari per l’atto di responsabilità. Per aver rispettato le regole e soprattutto per aver omaggiato, a inizio sproloquio, la Sanità e quindi le persone che stanno combattendo la pandemia». Non manca, allo stesso tempo, la tradizione: «Che è giusto conservare, come è giusto che il sindaco sia qui per un saluto ufficiale. I pavironici ci stanno aiutando a ricordare la nostra storia, ammirate la stalla. Qui c’è molto, c’è il tema della modenesità. Questo è un fatto importante che, vi dirò, guarda al futuro. Perché qui c’è anche la campagna, c’è il latte. Il lavoro e appunto il futuro. Spero che i modenesi possano trovare gioia da questo evento, sono venuto per invitare Sandrone, la Pulonia e Sgorghiguelo in piazza Grande. Per il prossimo anno, quando toneranno sul loro balcone».

Un auspicio di speranza, che arriva da via dell’Olmo numero 1 a Bosco di Sotto. Da casa di Sandrone, e da dove sennò... —

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