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Da Vignola alla Bassa, giù il riscaldamento e stop alle auto vecchie

La Regione estende alcune norme antismog anche ai Comuni sotto i 30mila Interessati 17 paesi del Modenese dalla fascia pedemontana alla pianura



Dalla Pedemontana fino alla Bassa, la nuova manovra ambientale della Regione estenderà misure antismog anche a 17 Comuni della provincia modenese inferiori ai 30mila abitanti, che finora erano esentati dalla normativa, fatte salve alcune limitazioni agricole.


Si tratta di Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Camposanto, Castelnuovo, Castelvetro, Cavezzo, Concordia, Finale, Medolla, Mirandola, Nonantola, Novi, Ravarino, San Cesario, San Felice, San Possidonio, San Prospero, Savignano, Soliera, Spilamberto e Vignola.

La discriminante dei 30mila abitanti è lo spartiacque per la regolamentazione antismog: tutti quelli con una popolazione maggiore devono osservare norme molto stringenti, come ad esempio lo stop ai veicoli più inquinanti o le domeniche ecologiche. A questi centri si aggiungono Fiorano e Maranello che hanno aderito volontariamente. Ora la Regione estende alcune delle regole anche ai Comuni più piccoli della pianura. Non il pacchetto completo, ma una serie di divieti che vanno a bloccare le attività più inquinanti dal 1° marzo.

Per quanto concerne le auto chi ha vetture più moderne può stare tranquillo, infatti la delibera che verrà approvata lunedì fermerà gli Euro 0 ed Euro 1 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30. Si tratta di mezzi privati molto vecchi, immatricolati addirittura prima del 1997. Chi ha dubbi, può controllare il libretto di circolazione dove sono riportati i dati. Ai Comuni spetterà anche l’obbligo di eseguire accertamenti in base al numero di abitanti: almeno 300 all’anno per chi ha tra i 20-30mila abitanti, 200 per chi è tra i 5mila e i 20mila, almeno 100 per i paesi più piccoli.

L’altro aspetto più rilevante per la vita dei cittadini è il riscaldamento degli ambienti domestici e di lavoro. Si dovrà abbassare il termostato di un grado negli «ambienti di vita riscaldati», con un massimo di 19 gradi nelle case, negli uffici, nei luoghi per le attività ricreative associative o di culto, nelle attività commerciali; fino a un massimo di 17 gradi nei luoghi che ospitano attività industriali e artigianali. Sono esclusi gli ospedali, le case di cura, le scuole e i luoghi che ospitano i centri ospiti. La normativa introduce anche il divieto assoluto per le combustioni all’aperto (ad esempio i barbecue) e il divieto di utilizzo dei generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa, ossia le stufe a pellet più inquinanti, laddove sia già presente un sistema di riscaldamento alternativo.

L’input a un inasprimento delle norme ambientali arriva dall’Unione Europea a causa dei continui sforamenti dei limiti di Pm10 nel nord Italia, in particolare con una sentenza della Corte europea. Per questo motivo l’Emilia Romagna è tenuta ad adottare provvedimenti finalizzati all’attuazione della sentenza e al conseguimento, in tempi rapidi, del rispetto del valore limite giornaliero di Pm10 posto dalla normativa comunitari.

Le polveri sottili rappresentano il problema principale per la pianura Padana nel periodo invernale. Il limite giornaliero da rispettare è di 50 microgrammi al metro cubo per le Pm10. Si tratta di una soglia che non può essere superata per più di 35 volte in un anno, un obiettivo che viene regolarmente fallito. A Modena ad esempio nel 2020 tale soglia è stata superata da cinque delle sei stazioni di rilevamento di Arpae in città e provincia. In via Giardini a Modena ci sono stati 75 sforamenti, al parco Ferrari 58, a Fiorano 48, a Carpi Remesina 57, a Gavello di Mirandola 51. L’unica ad aver rispettato i 35 giorni è stata quella al Parco Edilcarani di Sassuolo, con 34 giorni fuorilegge. Indicativa per le nuove normative soprattutto la situazione di Gavello: rende l’idea di come anche nei Comuni al di sotto dei 30mila abitanti smog, in primis le Pm10, siano un problema rilevante. —