Modena, palestra ribelle: sette multe e resta aperta

La GimFive di via Porpora ignora i Dpcm con le misure anti Covid. Uno dei responsabili, indagato per resistenza, su internet offende la polizia locale. Anche 31 clineti sono stati sanzionati per violazioni

MODENA. C’è una palestra a Modena che continua a tenere aperta la propria attività, ignorando la normativa anti-Covid vigente in Italia: si tratta della GimFive di via Porpora, una laterale di via Emilia Est, dove le persone proseguono ad allenarsi come se nulla fosse. A niente sono servite le sanzioni a titolari e clienti. La polizia locale di Modena - considerando anche l’altra sede che si trova in via Pico della Mirandola - ha elevato sette sanzioni da 400 euro ai gestori e 31 ai clienti, sempre da 400 euro. La sede di via Pico ha deciso di chiudere nuovamente in attesa del via libera del governo, ma quella di Modena Est va avanti. Tra l’altro la polizia locale ha dovuto suo malgrado procedere nei confronti di uno dei responsabili della palestra per resistenza a pubblico ufficiale, poiché durante i controlli l’atteggiamento è stato tutt’altro che collaborativo. Anzi.

ATTACCO AI VIGILI. Lo stesso responsabile, Federico Milieni, sulla pagina Facebook della palestra ha realizzato un lungo video in cui si lascia andare a infelici esternazioni nei confronti della polizia locale, a partire da una fotografia delle due volanti parcheggiate fuori dalla palestra.


«Guardate – dice Milieni su internet – le auto dei vigili sono parcheggiate una davanti all’uscita di sicurezza, l’altra in doppia fila».

LA REPLICA DELLA POLIZIA LOCALE. Secondo Milieni si tratta di un comportamento inaccettabile, che mette a repentaglio la sicurezza di chi si trova dentro alla struttura. Ben diversa la versione della polizia locale, che fa notare come il cartello a cui Milieni fa riferimento sia finto e non abbia alcun valore. L’uscita di cui parla, in realtà, sarebbe una normale porta che dà sull’esterno. Non solo.

L’ipotesi degli agenti è un’altra: «C’è il sospetto che quella sia l’uscita utilizzata in maniera strategica per far “scappare” i clienti mentre gli operatori entrano da quella principale per eseguire gli accertamenti». Tanto che nell’ultimo controllo sono stati multati tre tesserati che hanno raccontato di come dentro la palestra vi fossero più persone che gli agenti, però, non hanno visto.

Inoltre Milieni sostiene che la situazione per i clienti sia tranquilla e che non vi sia il rischio di multe. Così non è. La polizia locale identifica sempre tutti i presenti, ma a volte preferisce procedere in un secondo momento per le sanzioni per evitare assembramenti o reazioni violente sul posto. Quindi chi è stato trovato nella palestra durante l’attività fisica verrà multato, magari in un secondo momento. I vertici della polizia locale inoltre stanno valutando il video che Milieni ha pubblicato sul web, un discorso rivolto ai propri tesserati in cui non sono mancate le offese agli agenti.

«Parcheggiano davanti all’uscita di emergenza “i leoni” della polizia locale di Modena». E ancora: «Con tutti i corpi con cui ci interfacciamo, quello della polizia locale non brilla per intelligenza».

VIGILI E NAZISTI. E molto altro ancora, arrivando addirittura a paragonare i componenti delle forze dell’ordine agli imputati nazisti di Norimberga: «In quel processo non bastò dire che si stavano eseguendo gli ordini dall’alto, le responsabilità erano personali. Se dall’alto dicono a un poliziotto di fare qualcosa contro la legge e quell’agente lo esegue è nel giusto? No. Ne deve rispondere davanti alla legge». Come se il genocidio della Seconda guerra mondiale fosse paragonabile ai controlli anti-Covid.

FASCICOLO IN PREFETTURA. Tornando nel mondo reale, la polizia locale ha trasmesso tutta la documentazione alla Prefettura di Modena che sta accuratamente vagliando le carte a disposizione per procedere con ulteriori sanzioni. C’è anche in campo l’ipotesi della sospensione della licenza. Le altre palestre di Modena, che stanno seguendo correttamente le norme pur soffrendo una crisi economica mai vissuta prima, non vedono certo di buon occhio l’atteggiamento di Gim Five.

«Di base – commenta Lapam – occorre far rispettare le regole e che siano uguali per tutti. Non come il caso di GimFive o dei ristoratori #ioapro che son ancora aperti». —

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