Modena, scuole piene, beffa per altre studentesse

Sono certificate e con difficoltà in matematica ma gli unici posti liberi sono al Cattaneo-Deledda indirizzo commerciale

MODENA. «Il sistema è fuori da ogni logica». Continuano i casi di genitori modenesi insoddisfatti per le iscrizioni scolastiche dei figli alle superiori.

Le critiche sono rivolte meno ai singoli presidi e più a un quadro d’insieme concepito come sbagliato. «Non è il discorso della singola scuola - attacca una madre - ma è il sistema a essere fuori da ogni logica». Il nome della figlia era stato indicato nelle iscrizioni per due istituti: Sigonio e Cattaneo-Deledda. All’indirizzo delle Scienze umane in via del Lancillotto la selezione è compiuta sulla base dei voti di seconda media. Le domande per le prime sono cresciute da circa 160 a 240: il 50 per cento in più. Così le tre classi aggiuntive messe a disposizione dal preside Claudio Caiti non bastano. Si passa dunque alla seconda scelta: Cattaneo-Deledda.


Qui sono indicati sul portale del ministero dell’Istruzione “Scuola in Chiaro” cinque criteri di precedenza: provenienza dal primo ciclo con residenza a Modena o provincia; provenienza da istituti superiori affini con esame integrativo e residenza a Modena o provincia; disabilità (massimo due per classe); residenza a Modena o in provincia; certificazione delle competenze e voto alla scuola media.

In caso di parità, subentra il sorteggio, l’ultima spiaggia delineata nella nota del ministero dell’Istruzione per le iscrizioni alle prime. Tale nota lascia alle scuole un ampio margine di autonomia. A esclusione della precedenza di invio delle domande e delle valutazioni delle domande stesse, i singoli Consigli d’istituto hanno carta bianca per delineare criteri dettati dal principio di ragionevolezza.

«Le scuole si arrabattano come possono tra criteri vari e sorteggi - la lettura di Claudio Riso, segretario provinciale della Flc-Cgil - ma comunque sia si tratta di sistemi che penalizzano quelli che rimangono fuori».

Penalizzata si sente la madre dell’alunna di terza media ammessa al Cattaneo, ma non nell’indirizzo richiesto.

«Mia figlia aveva presentato richiesta per l’indirizzo sociosanitario - prosegue la mamma - ma purtroppo non c’era più posto. Mi hanno detto che ne restano dieci per l’indirizzo commerciale. Mia figlia è certificata e ha grossi problemi in matematica».

La soluzione? «Aspettiamo fino a giugno se ci sarà qualche ritiro - replica la madre - altrimenti dovrà cominciare con l’indirizzo commerciale, nonostante le grosse difficoltà in matematica». Nessuna possibilità in vista per la terza scelta: il Selmi.

Il Venturi professionale, invece, era la prima scelta di una studentessa di terza media, la cui madre è un fiume di critiche. I criteri scelti per l’istituto professionale sono sei: tre basati su interessi e propensioni, due sul consiglio orientativo e la residenza in provincia di Modena. La preside Luigia Paolino può adottare scelte motivate in casi di parità, affidandosi in ultimo al sorteggio.

«Mi hanno detto che c’è stato un esubero di quaranta persone - spiega la madre - e quindi siamo stati spostati alla seconda scelta: il Cattaneo Deledda. È entrata però nell’indirizzo commerciale e non nel sociosanitario, come avevamo richiesto. Mia figlia è segnalata per la discalculia e ha sempre avuto difficoltà con la matematica. Ha però lo stesso diritto allo studio e a scegliere la scuola che più le piace di tutti gli altri». —