Pievepelago. Un boom di escursioni in tutto l'Appennino modenese

Pievepelago, con le guide di “Vie dei Monti” si esplorano i sentieri meno battuti tra boschi e panorami d’alta quota

Saverio Cioce

PIEVEPELAGO. Forse loro sono gli unici a non soffrire troppo. L’accoppiata tra abbondanti nevicate e impianti bloccati dalle norme anti Covid ha fatto riscoprire il gusto della montagna più autentica, tra escursioni con ciaspole e scarponi per risalire i sentieri prima di scendere su versanti innevati dell’Appennino.


Benvenuti nella “Via dei Monti”, gruppo di guide specializzate che dalla base di Pieve organizza attorno al Cimone e sui monti del Reggiano e del Bolognese passeggiate esplorative.

Si possono chiamare in altro modo le uscite in piccoli gruppi da 3 a 15 persone dove il capo della carovana spiega e racconta, incuriosisce e avverte, offrendo una storia per ogni fiore, radice o casolare?

«Lo ammetto, cerchiamo di coinvolgere i nostri ospiti su ogni aspetto dell’ambiente naturale e di quello che gli uomini hanno costruito - dice divertito Davide Pagliai, il leader del gruppo, che da una quindicina d’anni si è dedicato all’attività di guida sui monti a tempo pieno - Non siamo solo guide in senso classico, accompagnatori che fanno da bussola in mezzo alla natura e offrono soccorso in caso di necessità. E senza perdersi. A noi piace proprio lavorare con le persone che apprezzano un turismo lento, fatto di emozioni e di curiosità».

Più semplice da fare che da spiegare a tavolino quello che oggi è la nuova frontiera del “turismo esperienziale”? Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo sotto questo aspetto possono giocarsela alla pari con St. Moritz o Madonna di Campiglio. Chi cerca qualcosa di unico sceglie percorsi meno battuti, dove sentirsi Robinson Crusoe per mezza giornata o un fine settimana, pieno di buona volontà per scoprire gli endemismi, fiori e piante che crescono solo nell’Alto Appennino e in nessun altra parte del mondo.

«Sicuramente chi viene con noi non cerca la mondanità nè il fuoristrada con la jeep - continua Pagliai - Io ad esempio sin da ragazzo amavo uscir fuori per montagne con gli amici, scoprendo sempre nuovi scorci di paesaggio. Il mio interesse per l’ambiente mi ha portato a fare Scienze all’università e poi a poi a lavorare per la Provincia per il settore Caccia e Pesca».

E poi? Si sa come vanno queste cose. Pagliai ha cominciato a specializzarsi, ha preso anche i brevetti previsti da ogni Regione (e oggi superati da una legge quadro nazionale), offrendo le sue esperienze come guida professionale assieme agli amici più appassionati. Alla fine l’attività del fine settimana, degli intervalli tra un incarico e l’altro o nelle vacanze estive sono diventati un lavoro a tempo pieno. I contatti stabiliti negli anni poi hanno portato a una selezione delle guide professionali più disposti a mettersi in gioco per far crescere il turismo escursionistico e così è nata la piccola rete di “Via dei Monti” che offre anche altri itinerari al di fuori delle montagne che fanno da corona al Cimone.

«Riusciamo a organizzare anche escursioni in Liguria, Marche e Trentino, dipende sempre dalle richieste e dalla disponibilità delle persone - conclude Pagliai - D’estate è possibile fare due - tre giorni di fila, con un’immersione totale nella natura». —