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 Nuova azione dei familiari contro la Casa di riposo  di Montefiorino

È stata presentata ieri mattina l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura per “Casa Speranza” di Montefiorino.

In questa casa di riposo si sono verificati 15 decessi. In seguito a queste morti era stato presentato un esposto da parte della famiglia di un anziano venuto a mancare a causa del Covid. Questa richiesta di archiviazione arriva dopo quelle relative a Villa Margherita di Modena e l’Opera Pia Castiglioni di Formigine. Anche in questo caso, com’era stato per le prime due Cra, la Procura non ha ravvisato elementi di irregolarità nella gestione dell’emergenza Covid. Nel caso di “Casa Speranza” c’era un indagato: il legale rappresentante della struttura. Durante gli approfondimenti, si sono ricostruite tutte le fasi della gestione dell’emergenza legata al Coronavirus: non sono state riscontrate negligenze o irregolarità. Fin dall’inizio, infatti, è stato constatato, l’attività svolta all’interno della Cra è stata conforme alle indicazioni date. In più, è stato considerato che si era nel corso della prima ondata di contagi, in una fase della pandemia ancora iniziale.


Di parere diametralmente opposto l’opposizione di oltre quaranta pagine depositata ieri mattina dallo studio dell’avvocato Gianni Casale, che rappresenta il comitato “Emilia Romagna parenti di vittime in Cra e Rsa”. Lo studio tutela la posizione della famiglia di un anziano deceduto nella casa di riposo.

Nell’opposizione si sostiene che il comportamento di questa casa di riposo è stato penalizzato da una sottovalutazione iniziale della situazione. Qui, come si evince dal documento, si sarebbe verificata una chiusura tardiva e uno scarso utilizzo dei dispositivi di protezione individuale come, ad esempio, le mascherine.

Questi sono fattori riscontrati, secondo l’opposizione, anche nelle altre case di riposo dove si sono verificati i decessi.

Nel documento si chiede in prima battuta l’imputazione coatta, perché ricorrono gli estremi per iniziare un processo, secondo lo s tudio legale. Inoltre, si richiede che vengano ascoltati i parenti delle vittime, perché, da quanto risulta, nessuno sarebbe stato ascoltato sulla vicenda.

Inoltre, come risulta da un accesso agli atti, emerge una questione legata ai posti accreditati. Secondo l’opposizione, infatti, c’era stato un ampliamento della struttura protetta che non aveva l’agibilità richiesta. Questo, secondo la tesi dell’opposizione, farebbe supporre l’ipotesi di una sovrappopolazione rispetto al numero effettivamente consentito.

La richiesta dell’imputazione coatta si aggiunge, quindi, alle due già presentate nelle scorse settimane per le cra Villa Margherita di Modena e l’Opera Pia Castiglioni di Formigine. —

S.A.

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