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Trasporti, Modena maglia nera: «Situazione impossibile per gli studenti»

"Priorità alla scuola" lancia l’allarme: «Senza risorse non si potrà tornare in classe neanche al 75%»

MODENA. Qual è la città dell’Emilia Romagna maggiormente penalizzata dal trasporto pubblico scolastico? Modena. Ormai lo avevamo capito vista la situazione degli ultimi mesi: corse moltiplicate che girano spesso a vuoto, difficoltà nel gestire i flussi perché Modena non può essere paragonata alle altre realtà. Circa 35.000 studenti del bacino della provincia di Modena, vicino a quello di Bologna che ne ha 39.000, e considerato che Modena ha il numero più alto in assoluto in regione fra gli studenti pendolari da altre province. A quanto ammontano i costi che vengono riconosciuti?

Modena riceve 38 euro a cittadino per anno, mentre Parma per esempio 64 euro e Bologna arriva a 89 euro. Chi ha ragione? Tutti e nessuno in una logica di programmazione tra scuole (soprattutto le superiori), enti (la Provincia), società strumentali (Amo) e aziende (Seta). È in questo limbo che non decolla la programmazione per il prossimo anno scolastico.

Se da una parte c’è la piaga aule e classi, cronicamente insufficiente per ospitare i ragazzi modenesi, dall’altra c’è l’organizzazione dei trasporti sui quali anche "Priorità alla scuola", l’associazione che sta “tenendo il passo” dei vecchi Dpcm a suon di proteste, interviene a gamba tesa: «In questo mese abbiamo assistito ad un rinnovarsi del dibattito pubblico sull’adeguatezza del trasporto pubblico locale, messo nuovamente alla prova con la riapertura delle scuole superiori, attualmente al 50%. L’esito del confronto tra gestori dei trasporti, amministrazione provinciale, provveditorato e attori coinvolti, si è chiuso a dicembre con la sottoscrizione di un documento che attesta l'impossibilità di Modena e Reggio di affrontare un ritorno in aula al 75%, senza istituire un doppio turno d'ingresso alle ore 10 per il 30 % dei ragazzi in presenza al 75%». Un cambio di orario che la maggior parte degli istituti, ad oggi, non vorrebbe affrontare.


«Questo rimarca ancora una volta che il nostro sistema di trasporti pubblico è in grave sofferenza - continua Priorità alla scuola - e non solo per l'emergenza Covid. A questo si aggiunge la perdita di mezzi a causa dell'incendio avvenuto a Reggio Emilia, evento che ha dirottato autobus anche da Modena sulla città. Dall'avvento della pandemia ad oggi, una sola gara è stata bandita, per noleggio mezzi, per l'importo di circa 100.000 euro e ci chiediamo se questo investimento, a fronte delle criticità in essere presenti e future, sia sufficiente. Le risorse straordinarie stanziate a livello regionale e nazionale per rimodulare il parco mezzi speriamo diventino uno strumento per ammodernare e integrare il trasporto pubblico locale, pur nella consapevolezza che Seta agisce in regime di proroga d'appalto dal 2014 con un contratto ormai scaduto alla fine del 2019 e ulteriormente prorogato al 2022». —

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