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Carpi, addio a Scazza, il suo locale tappa fissa per gli studenti

Si è spento a 59 anni, dopo una malattia, il titolare del fast food vicino alle piscine Il figlio Emanuele: «Era un grande papà. Aiuteremo la ricerca: lo avrebbe voluto»

CARPI. «Ci vediamo da Scazza». Ogni carpigiano che ha meno di 50 anni, ma anche i suoi genitori, insieme ai frequentatori della piscina e della polisportiva, ha pronunciato questa frase. “ Scazza” era ed è molto di più di un bar nel fulcro del quartiere scolastico: per generazioni di studenti ha rappresentato ed è tuttora il luogo delle confidenze prima di un’interrogazione, tra una brioche e un cappuccio, il locale dove si acquista la merenda al volo prima di entrare in classe, ma anche quello dove si bigia qualche ora di lezione o l’intera mattinata. Oppure, per i più grandi, restrizioni antocontagio permettendo, è il locale dove si brinda dopo una nuotata o dove ci si trova, vista la sua collocazione strategica sulla tangenziale.

Per questo, la notizia della morte a soli 59 anni di Vincenzo Scazza, fondatore del fast food che da lui ha preso il nome, ha provocato cordoglio in tutta Carpi. Vincenzo ha aperto uno dei pochi fast food in città funzionanti 24 ore su 24 e, per i carpigiani era e rimarrà un imprenditore che ce l’ha fatta. Partito con il piccolo chiosco, prima vicino al Teatro, poi al piazzale delle piscine, grazie all’elevata frequentazione e alla crescita degli affari Scazza si allargò con il fast food il cui nome lampeggia di notte sulla Bruno Losi. La malattia, nel dicembre 2018, lo costrinse a diminuire l’attività, fino alla cessione, nel marzo 2020, poco prima del lockdown al suo braccio destro da 30 anni Singh Jity.


«Papà aveva un’immensa forza d’animo ed era molto buono – ricorda il figlio Emanuele , 27 anni, insieme ai quattro fratelli Giada, Gioia, Mirko e Federico – Io l’ho aiutato sul lavoro dopo la maturità per un breve periodo. In seguito mi ero trasferito a Londra, ma sono tornato quando papà si è ammalato, a dicembre del 2018. A causa della patologia ha dovuto vendere la sua attività nel marzo dello scorso anno, ma l’ha portata avanti fino a quando ha potuto. Amava moltissimo il suo lavoro e com’era riuscito a trasformarlo ingrandendosi. Si è sempre dato molto da fare fin dal trasferimento a Carpi, avvenuto nel 1985. Papà era molto generoso e sicuramente la nostra volontà è quella di donare o fare qualcosa per la ricerca contro il cancro».

Anche il braccio destro Singh è rimasto profondamente colpito dalla scomparsa di Vincenzo. «Da quando ha scoperto di essere ammalato ha lottato duramente – ricorda Singh – Io ho lavorato con lui per 30 anni e so quanto ha creduto nella sua attività, fino a portarla ai livelli di adesso. Io ho iniziato la gestione nel marzo dello scorso anno, dopo aver acquistato il locale da lui. Insieme abbiamo fatto tanto. E mi dispiace moltissimo che, proprio quando si avvicinava per lui il momento di godersi la vita, dopo tutti i sacrifici fatti, ci ha lasciati così».

Il funerale di Vincenzo Scazza si terrà domani a Fossoli, frazione in cui abitava con la famiglia. Si svolgerà la messa e si proseguirà per il cimitero della frazione. —