Modena Domenica in Duomo messa per le vittime dell’epidemia

Domenica prossima, 21 febbraio, è il primo anniversario dall’individuazione del primo caso di Covid in Italia e proprio domenica l’arcivescovo di Modena, e vescovo di Carpi, don Erio Castellucci presiederà una santa messa in Duomo alle 18 in suffragio per tutte le persone scomparse a causa della pandemia,

MODENA Domenica prossima, 21 febbraio, è il primo anniversario dall’individuazione del primo caso di Covid in Italia e proprio domenica l’arcivescovo di Modena, e vescovo di Carpi, don Erio Castellucci presiederà una santa messa in Duomo alle 18 in suffragio per tutte le persone scomparse a causa della pandemia, oltre che di ringraziamento per tutto coloro che, a partire dal personale degli ospedali e di medici, infermieri e operatori sanitari in genere, passando per chi si prende cura dei malati e anche a chi lavora per cercare di sconfiggere il virus.

L’idea della messa, nella prima domenica di Quaresima, particolarmente dedicata ai defunti e a chi combatte il Covid nelle varie trincee, viene da un’iniziativa presa qualche settimana fa da Fondazione Sias, Centro culturale Ferrari e Fondazione Gorrieri.

Le tre sigle, che fanno riferimento a Palazzo Europa e alla cultura del cattolicesimo democratico modenese, hanno scritto una lettera al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, proprio per chiedere che il 21 febbraio, in attesa di diventare la giornata per le vittime del Coronavirus, in Emilia Romagna si osservi un minuto di silenzio.

«Le proponiamo di indire per la giornata di domenica 21 febbraio, alle ore 12, un minuto di silenzio – scrivono le tre sigle -. Il tempo in cui ciascuno potrà commemorare le migliaia di vittime della pandemia e, contemporaneamente, ringraziare i tanti cittadini e professionisti che in questi mesi difficili hanno operato e ancora sono chiamati ad operare con impegno e con sacrificio personale, per contrastare il virus o per prendersi cura dei contagiati: personale socio-sanitario, ricercatori scientifici, personale delle forze dell’ordine, delle forze armate e volontari».

La lettera a Bonaccini si conclude così: «Da parte nostra, faremo quanto possibile perché la proposta possa essere presa in considerazione e presentata nei prossimi giorni sui mezzi di comunicazione e presso le realtà istituzionali, politiche e sociali del nostro territorio».

Di fatto, dunque, la proposta è stata fatta propria dalla diocesi, con questa celebrazione che segue quella del 14 giugno scorso, quando in piazza Grande si tenne una messa proprio per ricordare le vittime della prima ondata, quella che purtroppo è stata seguita da una seconda ondata ancora più dura.

Sempre domenica il vescovo alle 15 celebrerà la messa nella parrocchia di Gesù Redentore in occasione della giornata del malato, calendarizzata lo scorso 11 febbraio: in quella circostanza don Erio impartirà l’unzione degli infermi a persone malate che saranno presenti alla celebrazione.

Paolo Seghedoni