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Pievepelago, la tragedia sul Giovo. Per Fiorentini fatale l’ultimo strato di neve

Ieri sopralluogo della Finanza con i carabinieri Meteomont Il sindaco Pasini: «Era un ragazzo con un grande avvenire»

Pievepelago. È confermato: è stata proprio l’ultima neve ad essere fatale a Marcello Fiorentini, il 33enne di Lama Mocogno travolto da una valanga mentre con due amici stava facendo un’escursione sul Monte Giovo (Pievepelago).

Ieri mattina gli uomini del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, di stanza all’Abetone, hanno compiuto un nuovo sopralluogo sul posto con i carabinieri della Forestale che effettuano il servizio Meteomont diramando i bollettini sull’allerta valanghe. Sabato era di grado 3, e quindi “marcato”, a causa delle stratificazioni formate dalle diverse nevicate, ultima quella di 30 centimetri scesa nella notte di venerdì.



Ed è proprio questo strato quello incriminato, che è praticamente scivolato sotto i piedi ai ragazzi. Volevano salire un canale dello spallone ovest del monte Giovo, ma si erano accorti che non c’erano le condizioni per tentare la salita e avevano deciso di rientrare prendendo il sentiero Cai 525. Nell’attraversare il pendio è partita la valanga. Non dall’alto ma da sotto i piedi: si è mosso tutto quello strato “nuovo” di 30 centimetri (sopra i 2 metri e passa accumulati), che finanzieri e carabinieri ieri hanno rilevato poco coeso rispetto al fondo duro della neve vecchia, ghiacciata più volte.

Il 31enne F.P. (originario di Pescara ma domiciliato a Modena) è rimasto praticamente illeso, il 35enne L.B. di Casalgrande ha accusato traumi lievi. Marcello invece nel trascinamento ha picchiato la testa contro un albero: un trauma cranico fortissimo che ne ha causato la morte sul colpo. Non aveva il casco, che non è obbligatorio nelle escursioni a piedi. Ma se l’avesse indossato forse si sarebbe salvato.



Consigliere comunale con delega all’Ambiente, Marcello si era fatto conoscere in occasione del referendum sulla fusione con Montecreto, sostenendo il sì, poi era entrato nella lista “La Scalinata” alle elezioni 2019: «Ne abbiamo rilevato subito l’intelligenza e la capacità di arrivare dritto al punto nelle questioni – ricorda il sindaco Giovanni Battista Pasini – e aveva una gran passione per la montagna. Purtroppo i repentini cambiamenti climatici stanno rendendo pericolosi anche gli Appennini: uno può essere esperto quanto vuole, ma si può sempre nascondere un’insidia».

È stato proprio Pasini, assieme ai carabinieri, a portare ai famigliari di Montecenere la notizia della tragica scomparsa sabato. Lui che se lo ricorda ancora da bambino: «Nel corso del mio primo mandato da sindaco, ricordo che a un incontro scolastico fece molte domande, ben pensate: si capiva che aveva un grande avvenire, adesso così tragicamente interrotto». Negli ultimi tempo Marcello si era trasferito a Rami di Ravarino, dove viveva con la fidanzata. Lavorava da ingegnere per la Honeywell di Padova, una delle più importanti multinazionali statunitensi, specializzata nella gestione dei sistemi di controllo e automazione industriale. Ma tutti i weekend praticamente tornava a Lama, tra le sue adorate montagne. —

D.M.

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