Concordia. «Alan, il messaggio per dirmi che veniva dalla bambina Poi non è più arrivato» 

Mattia e Alan Fava

Serena Bertoli, ex compagna di Alan Fava, e il fratello Mattia ricordano l'uomo scomparso nell’incidente in via per Vallalta, a Concordia

CONORDIA. «Alle 16.40 mi ha mandato un messaggio: «Sto venendo a trovare la bambina». Poi, poco prima delle 17, il terribile incidente che ce lo ha portato via per sempre».

Aveva mandato un messaggio all’ex compagna Serena Bertoli, ostetrica all’ospedale di Mirandola, annunciandole che, a breve, sarebbe arrivato a Viila Poma, per trovare la loro bambina, Marta. Purtroppo, però, Alan Fava non ce l’ha fatta a raggiungere l a destinazione: è uscito di strada nel canale Gavello su via per Vallalta, domenica e ha perso la vita a 39 anni.



«Proprio il giorno di San Valentino sarebbero trascorsi 10 anni dall’inizio della nostra convivenza – continua Serena – Anche se ci eravamo lasciato avevamo un ottimo rapporto: eravamo come fratello e sorella. E lui era un papà meraviglioso per la nostra bambina, Marta. Non le ha mai fatto mancare nulla. E anche io gli volevo molto bene: ci raccontavamo tutto».

Il terribile compito del riconoscimento è toccato al fratello Mattia, di nove anni più giovane, al quale era profondamente legato. «Io sono nato il 17 aprile e lui il 15: anche quest’anno avremmo dovuto festeggiare il compleanno insieme – racconta Mattia – Abbiamo condiviso tantissimi momenti. Nel 2012 abbiamo organizzato il concerto “La terra trema, ma noi balliamo ancora”: volevamo fare qualcosa per gli asili e per il territorio. Poi mio fratello si è trasferito a Villa Poma con la sua compagna dalla quale ha avuto Marta, la bambina che adorava. Di recente, aveva comprato casa a San Giacomo delle Segnate: in una stanza aveva realizzato anche la sala giochi da mettere a disposizione della sua piccola, che era sempre nei suoi pensieri e nel suo cuore».

«Mio fratello, domenica, era andato a pranzo con i suoi amici al ristorante La Cascina, di Fossoli, dopo due anni che non si vedevano – continua Mattia – Una volta arrivati a Concordia, poi, si sono salutati e lui aveva proseguito per San Giacomo delle Segnate.

E poi quello sbandamento terribile: io credo che lui abbia avuto un malore. È quello che penso. Mio fratello era guarito dal Covid da poche settimane e non riesco a credere di averlo perso così, in un incidente terribile, che me lo ha portato via per sempre».

Alan era conosciutissimo anche nel mondo del calcio. «Al funerale metterò il pallone sopra la cassa – aggiunge Mattia – Da piccolo giocava nel Concordia, dai pulcini erra arrivato all’eccellenza. Poi aveva giocato nel San Possidonio, nel Mortizzuolo... Avevamo organizzato il torneo “24 ore” in notturna, insieme ai nostri amici di Concordia. Poi si era spostato nel Mantovano, a Quistello, e nel Boca Junior a carbonara di Po. E poi è stato il mio testimone al matrimonio: non si può descrivere cos’era per me mio fratello...».

Alan aveva appena cambiato lavoro: faceva l’operaio metalmeccanico alla Save di Ostiglia dopo anni trascors alla Meccanica Diquattro. —

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