«Super-oss stile Veneto per le case di riposo dove mancano infermieri»

La Fondazione S.Giuseppe di Fanano specchio della carenza generale legata alle richieste continue degli ospedali per fronteggiare il virus 

FANANO “Istituite la figura del “super oss” per sopperire alla carenza di infermieri”. È l’appello che si leva dalla casa di riposo della Fondazione San Giuseppe di Fanano, specchio di una situazione che si rileva in tante altre Cra della provincia: una cronica penuria di infermieri a causa delle richieste massicce che con l’emergenza Covid arrivano dagli ospedali di pianura.

Diverse figure si sono trasferite da qui nei mesi scorsi (l’ultima partenza il 1° gennaio), attratte da diversi fattori di cui non ultimo certamente quello logistico: per persone che a volte vengono anche da lontano, è senz’altro più semplice muoversi a Modena che nell’Appennino di crinale. Così però c’è il rischio di non riuscire più a garantire gli standard assistenziali richiesti a tutti gli ospiti, e ritrovarsi quindi costretti a rimandarne a casa. E a ricaduta, a mettere in cassa integrazione parte del personale, non più necessario.


«Abbiamo sempre avuto quattro infermieri - spiega Gualtiero Lutti, presidente della Fondazione - ma a fronte delle ultime partenze non riusciamo più a ritornare in organico pieno: abbiamo solo un infermiere “nostro” più uno che dalla pensione è rientrata di fronte al bisogno e un altro che ci ha dato l’Ausl in distacco a 36 ore perché non sapevamo più come fare, e ringraziamo ancora della disponibilità. Ma restiamo in sofferenza, costringendo a doppi turni e orari straordinari che sono ormai diventati ordinari. Non si può andare avanti così, e sappiamo che non arriveranno nuovi infermieri laureati per coprire il fabbisogno prima del 2022. Ci siamo incontrati con sindaco e sindacati convenendo che l’unica soluzione-ponte in questo momento è il ricorso a oss specializzati, su modello Veneto, che a fronte di un corso specifico sono in grado di somministrare agli ospiti i farmaci che oggi sono prerogativa solo degli infermieri. D’altronde, l’anziano a casa non prende da sé i farmaci o non glieli dà un famigliare?».

È necessario però che il corso per formare queste figure venga attivato dalla Regione, anche per un periodo provvisorio. «È una richiesta che sottoporremo formalmente alla Regione non solo come Fanano ma come Frignano, e quindi come Unione, perché è un tema che ci riguarda tutti - sottolinea il sindaco Stefano Muzzarelli - è chiaro che la soluzione vera è l’arrivo degli infermieri, ma questo può essere un modo per uscire dall’emergenza. Servono strumenti nuovi prima che la situazioni si aggravi ulteriormente: in città si riuscirà sempre, tramite sinergie tra le tante strutture presenti, a supplire alla carenza di infermieri. In montagna invece le distanze rendono tutto più complicato».

La San Giuseppe attualmente ha 53 ospiti: se la carenza di infermieri si protrae la direzione potrebbe essere costretta a chiudere un nucleo. Rimarrebbero 30 ospiti, e chiaramente la presenza dei 45 dipendenti andrebbe rivista in proporzione. —

D.M.

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