Mirandola, vendeva ed effettuava tamponi rapidi per il Covid senza autorizzazione. Denunciato da Nas e polizia locale

i tamponi utilizzati, in maniera incauta e pericolosa, venivano smaltiti tra i rifiuti indifferenziati, essendo il locale privo di un luogo e di contenitori specifici per il conferimento. Accertato il reato per il commerciante è scattata la denuncia per esercizio abusivo della professione.

MIRANDOLA Vendeva e somministrava, all’interno della propria attività commerciale, tamponi nasali per il test antigenico rapido sul Covid, privo però di qualsiasi autorizzazione. È quello che è emerso in occasione di un’operazione del NAS dei Carabinieri di Parma condotta in modo congiunto con la Polizia Locale, presidio di Mirandola. Il commerciante, sorpreso in flagrante è stato denunciato.

Prosegue l’attività di presidio e monitoraggio del territorio comunale di Mirandola, finalizzata a garantire condizioni di sicurezza adeguate a cittadini. Sono diversi infatti i fronti in cui operano gli organi preposti di Polizia anche in modalità di interforze per una presenza più capillare ed articolata.

Dalle vie di comunicazione, alle scuole nei momenti di entrata ed uscita degli alunni, al pattugliamento nell’arco delle 24 ore, fino al controllo degli esercizi commerciali. Ed è stato in occasione di uno di questi, a seguito di alcune segnalazioni e dopo accurate indagini, che i NAS dei Carabinieri in collaborazione con la Polizia Locale presidio di Mirandola hanno riscontrato un tipo di attività non conforme oltre che illegale. In sostanza, il titolare dell’esercizio si era procurato in modo illegittimo (dato che non possono essere acquistati liberamente), un quantitativo consistente di tamponi professionali specifici per il test antigenico rapido.

Tamponi, che venivano poi rivenduti ai clienti che ne facevano richiesta o che all’occorrenza, lo stesso titolare praticava dietro propria proposta, agli acquirenti, all’interno dell’esercizio commerciale. Oltretutto, i tamponi utilizzati, in maniera incauta e pericolosa, venivano smaltiti tra i rifiuti indifferenziati, essendo il locale privo di un luogo e di contenitori specifici per il conferimento. Accertato il reato per il commerciante è scattata la denuncia per esercizio abusivo della professione.