Modena. Caso Cencetti: anche le corruzioni sono prescritte. Resta il riciclaggio

Ieri il tonfo di un’altra maxi-inchiesta sul Policlinico dopo le assoluzioni al processo di Cardiologia

MODENA Dopo l’assoluzione finale per tutti gli imputati del caso Cardiologia, ieri il tonfo di un’altra maxi-inchiesta sul Policlinico: il caso Cencetti. L’ex direttore generale dopo sette anni esce dal processo per tutte le accuse tranne una minore. Sono infatti caduti ben sei capi d’imputazione - i più importanti - dato che l’accusa di corruzione è prescritta dopo sette anni e mezzo.

Due anni fa le prime prescrizioni avevano interessato le turbative di libera scelta di contraente, il reato che riguarda i manager che non scelgono il vincitore di gare o le assegnazioni secondo criteri trasparenti e legali. Ora resta in piedi solo l’accusa di riciclaggio per la moglie Maurizia Viviani, titolare del centro estetico Aquatic Fkt di Carpi, per Mauro Amadei, ex tesoriere della onlus Centro studi Hfm, e per Vasco Giannotti, l’ex deputato Ds presidente della società Gutemberg di Arezzo.

Cencetti, di fatto, è fuori dal processo. Come sono fuori tutte le altre persone tranne quelle, come detto, coinvolte nelle accuse di riciclaggio e anche le aziende, in quanto le loro posizioni non sono soggette a prescrizione. È un duro colpo per la giustizia modenese. La più grande inchiesta di corruzione degli ultimi dieci anni sta dissolvendosi velocemente.

Persa la testa (la turbativa delle gare e delle assegnazioni), perso il tronco (la corruzione), al corpo dell’inchiesta ora restano le gambe, il riciclaggio, che devono correre per non incappare anche loro nella prescrizione, tra un anno e mezzo.

Del cosiddetto “Metodo Cencetti”, sulla presunta spartizione di opere con i colossi della cooperazione emiliana in cambio di mazzette, non si saprà nulla: da ieri non è più materia di processo.
Questo “fiasco” giudiziario è dovuto ai tempi troppo lunghi intercorsi tra i presunti reati e la fine del processo. Un’indagine con i Nas e i consulenti, guidata dai due pm Marco Niccolini e Pasquale Mazzei, durata quasi quattro anni. Un’udienza preliminare di un anno.

Dei quaranta imputati, la metà prosciolta. Un processo iniziato tre anni e mezzo fa che ha visto il cambio di giudici per ben cinque volte e che ora resta con tre soli imputati.


Ieri mattina, l’udienza è iniziata subito con la richiesta dei difensori, a cominciare dal professor Giulio Garuti per Cencetti, di riconoscere la prescrizione per le corruzioni contestate. Il giudice Liccardo ha letto la sentenza di “non luogo a procedere” per questi reati, tranne un caso solo (perché riguarda fatti successivi alla Riforma Severino del 2012 e quindi i tempi di prescrizione sono più lunghi).

Garuti ha preso la parola ricordando che se Cencetti non rinuncia alla prescrizione - di fatto uscendo dal processo che lo riguardava come protagonista - non per questo smetterà di seguire l’istruttoria. Il motivo è che restano in piedi solo le accuse di riciclaggio, ma siccome si tratta del reato che riguarda la circolazione del denaro frutto della presunta corruzione, Cencetti è interessato come marito dell’accusata, Maurizia Viviani.

Per arrivare a smontare questo blocco finale di accuse, insomma, la difesa seguirà tutto il processo. Ieri sono definitivamente usciti di scena parecchi imputati eccellenti come Giorgio Benedetti, allora direttore commerciale della Ccc di Bologna, Roberto Casari, ex presidente della Cpl di Concordia, già uscito, ora lo è per l’ultimo capo d’imputazione.

Fuori anche il suo braccio destro Nicola Verrini. Fuori Wainer Reggiani, per il Consorzio nazionale Servizi Cooperativa.

Fuori l’ingegner Alessandro Bertacchi, ex dirigente del Policlinico (direttore del Servizio attività tecniche). Fuori Ruben Olivi. Fuori Luciano Facchini di Lavanderia Industriale Zbm. Fuori Stefano Zaccarelli. Fuori di nuovo Luigi Facchini anche per Servizi Italia. Per tutti questi è finito il coinvolgimento giudiziario dopo anni. Questo perché la prescrizione riguardava reati precedenti, dal 2007 al 2011.


Subito dopo, ieri è stato ascoltato il perito della Procura che ha analizzato i conti della Aquatic e della onlus Hmf, il dottore commercialista Stefano Reverberi. Il processo convoglia ormai sull’unico binario ancora attivo, quello dei trasferimenti di denaro verso il centro Aquatic di Carpi e sulla Gutemberg di Arezzo: vedremo a cosa porterà il “follow the money”.
Prossima udienza il 28 settembre. —

 

Nel nutrito parterre di avvocati alle udienze del Caso Cencetti, è il professor Giulio Garuti il protagonista. Difende Stefano Cencetti, imputato-chiave della vicenda, come ex direttore generale ospedaliero accusato di essere l’autore di una serie sistematica di accordi corruttivi con aziende in cambio di trasferimenti di denaro per consulenze fittizie e sconti su lavori di ristrutturazione. Garuti ha sostenuto in aula che Cencetti non vuole rinunciare alla prescrizione ma seguirà il processo per arrivare a smontare le accuse di riciclaggio che ora colpiscono la moglie. La strategia adottata anche ieri durante il controesame del consulente è di smontare pezzo per pezzo i sospetti intorno a conti e singole voci che riguardano un centro estetico che era diventato anche centro per consulenze e organizzazione di convegni