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Modena Prescrizione per il caso Policlinico / L’ex Dg Cencetti: «Accusato di cose mai fatte» Gli avvocati: «Giustizia a metà»

Il difensore Garuti: «Trionfa la lentezza della giustizia».  Muracchini per il Policlinico:  «Un’inchiesta tardiva, un processo troppo lento»

MODENA Durante la fase finale dell’udienza Stefano Cencetti - l’ex direttore generale del Policlinico accusato di essere l’autore di un metodo corruttivo - fa una pausa. Dopo sette anni, ci dice le sue prime parole su questa vicenda che lo ha portato in tribunale: «Non so ancora esattamente se sono fuori del tutto da questo processo, pare che resti un capo d’imputazione. Posso però dire a questo punto che non ho mai fatto le cose di cui mi hanno accusato. Sono sempre stato sereno e alla fine faremo una sintesi di tutto quello che è successo. Ora resta mia moglie accusata di riciclaggio. Si difenderà. I presupposti stanno cadendo e sono fiducioso per lei».



Commenta il professor Giulio Garuti, difensore di Cencetti: «Sono caduti in prescrizione quasi tutti i reati, tranne il riciclaggio che riguarda Maurizia Viviani, la moglie di Cencetti per la Aquatic Fkt, Vasco Giannotti della Gutemberg di Arezzo e Mauro Amadei, tesoriere della onlus Hfm. E poi anche le società per le quali la prescrizione non decorre. Cencetti e tutti gli altri sono prescritti. Ma Cencetti non ha rinunciato alla prescrizione ma abbiamo chiesto di proseguire con l’istruttoria per i reati di riciclaggio di sua moglie. Alla fine di questa inchiesta resta poco. Queste prescrizioni non le vedo però tanto come un fallimento della giustizia quanto come un trionfo della sua lentezza.

Tutta la parte giudiziaria ha conosciuto tappe lunghissime a cominciare da indagini molto complesse e poi una lunga udienza preliminare e infine il continuo cambio dei giudici. Cencetti ha vissuto questi sette anni sotto accusa continuando a credere nella magistratura e nella sua innocenza. Spiegheremo tutto, anche per le accuse di riciclaggio a sua moglie. Questa inchiesta è stata solo un teorema della Procura; ogni accusa mossa si può chiarire».

L’avvocato Lorenzo Muracchini, parte civile per il Policlinico: «È stata dichiarata la prescrizione di cinque capi di imputazione per corruzione. L’unica accusa corruttiva rimasta con Cencetti, perché successiva alla Riforma Severino del 2012, è di fatto un viatico per il riciclaggio dove è sotto accusa sua moglie. Come parte civile, sono rassegnato a questa situazione. Purtroppo le indagini sono iniziate molto tempo dopo che i fatti erano avvenuti e poi è subentrato il problema del turnover dei giudici del tribunale di Modena che anche in questo caso non ha consentito di celebrare il processo in tempi utili. Che le indagini siano durate molto tempo, a mio avviso è un fatto fisiologico con tutte le parti che ci sono. Inoltre era un’indagine impegnativa che è iniziata in concomitanza con casi altrettanto impegnativi come Cardiologia e Oncologia. Se si sommano i tre casi, va da sé che la Procura, composta da un numero fisso di magistrati, ha faticato dovendo destreggiarsi con tutto il resto del carico di indagini. E questa inchiesta oltretutto è partita da una costola di Cardiologia, quando dalle intercettazione i Nas hanno saputo che sarebbero stati consumati questi reati. Si sono sommati maxi-procedimenti e oggi è rimasto un pugno di mosche. Sarà anche stato il più grande caso di corruzione a Modena ma lo hanno saputo nel 2012 e hanno indagato fino al 2007. Sono partiti con alcuni reati erano già in odore di prescrizione. E oltretutto abbiamo cambiato la composizione di cinque collegi di giudici».

Roberto Chiossi e Massimo Vellani, per Roberto Casari ex presidente Cpl: «È un processo agli sgoccioli che è costato una somma ingente in intercettazioni e ora è finito quasi tutto in prescrizione. A Casari è stata resa parziale giustizia. Doveva rispondere un episodio di turbativa di libera scelta di contraente. Sostenevano che fosse d’accordo con Cencetti ma non c’era prova che l’abbia mai né conosciuto né frequentato. Succede quando la prescrizione porta a una giustizia dimezzata, come in questo processo». —