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Processo per corruzione al Policlinico. Le sei grandi accuse affossate dalle lungaggini giudiziarie

Sono sei i capi di imputazione definitivamente caduti in prescrizione. E sono tutti casi importanti nell’ambito delle accuse di corruzione e turbativa di libera scelta di contraente (ovvero la libera capacità del direttore ospedaliero di scegliere a chi affidare un incarico o un servizio).

Il primo caso, che riguardava oltre all’ex direttore generale Stefano Cencetti, Giorgio Benedetti di Ccc e Alessandro Bertacchi, direttore dell’Area attività tecniche del Policlinico, li vedeva accusati in concorso per l’aggiudicazione di un appalto «nel quadro della sistematica spartizione di commesse in materia edilizia a imprese privatamente conosciute da Cencetti e da questi favorite».

Un’accusa pesante che riguardava la manutenzione edile, delle aree verdi, il sistema antincendio e altro.

Il secondo episodio, stessi imputati, riguardava il progetto del cosiddetto “Edificio di trasferimento”, una palazzina da costruire con spesa di oltre 3 milioni di euro alla quale partecipava Ccc quando non poteva perché come capocordata aveva già ottenuto l’Appaltone da 130 milioni.

Poi, terzo caso, già prescritto, Cencetti, Benedetti e Ruben Saetti, consigliere speciale di Cmb e detentore dei cordoni della borsa, per l’Appaltone e il versamento di somme al poliambulatorio Aquatic di Carpi della moglie di Cencetti Maurizia Viviani, e anche sul conto della Gutemberg di Arezzo. Quarto caso, l’Impianto termico e di trigenerazione, opere da 17 milioni di euro, che vedevano accusati Cencetti, Benedetti, Bertacchi e Nicola Verrini di Cpl.

Quinto caso, la realizzazione di una “Biobanca” per stoccaggio materiali biologici che coinvolge la manager francese Marie Pepin della Siram. «In luogo di esperire ordinaria procedura di gara - si leggeva - inserivano tali lavori a titolo di variante in corso d’opera senza presupposti», aggiudicandoli così alla Siram.

Infine definitivamente prescritto l’Appaltone “Global Service” che vede la partecipazione di rappresentanti di grandi cooperative emiliane. Un appalto da 130 milioni con un unico concorrente, la Rti costituita da Coopservice, Ccc, Servizi Italia, Manutencoop, Coop Facchini, Zbm, Cir e Dussman. —