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Mirandola Vendeva tamponi rapidi in un negozio di abbigliamento

Il commerciante li eseguiva ai clienti nel suo locale di viale Gramsci a Mirandola I test venivano smaltiti nell’indifferenziata. Denunciato per abuso di professione

Tamponi rapidi antigenici per il Coronavirus? A Mirandola si potevano trovare in un negozio di abbigliamento di viale Gramsci assieme a maglie o pantaloni.

Ha del sorprendente la storia che arriva dalla Bassa modenese, dove i carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità di Parma, in collaborazione con gli agenti della Polizia locale di Mirandola, hanno scoperto una vendita abusiva dei test per il Covid.


Si trattava di una vendita e di una somministrazione, secondo quanto riportato da militari e polizia locale, priva di qualsiasi autorizzazione. Il titolare del negozio, che è stato sorpreso in flagrante, è stato denunciato e a procedere contro di lui sarà la Procura di Parma.

L’indagine è nata da alcune segnalazioni di cittadini che evidentemente avevano capito come ci fosse qualcosa di irregolare. A quel punto i Nas hanno eseguito accurati accertamenti che hanno evidenziato come quell’attività fosse non solo non conforme, ma anche illegale.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il titolare del negozio era riuscito ad acquistare un certo quantitativo di tamponi antigenici rapidi: già questa sarebbe un’azione illegittima, poiché quei test non possono essere acquistati liberamente, ma occorrono autorizzazioni specifiche.

Ciononostante era riuscito ad entrare in possesso di un numero consistente di quelli che a tutti gli effetti erano tamponi professionali.

Chi desiderava comprarli poteva farlo in negozio, al pari di una maglietta o di un paio di pantaloni. Non solo. Il titolare stesso li eseguiva sui clienti dietro propria proposta e lo faceva all’interno del proprio negozio, dunque in un locale assolutamente non idoneo a qualsiasi attività clinica. Oltretutto, i tamponi utilizzati, in maniera incauta e pericolosa, venivano smaltiti tra i rifiuti indifferenziati, essendo l’esercizio commerciale privo di un luogo e di contenitori specifici per il conferimento. Accertato il reato per il commerciante è scattata la denuncia per esercizio abusivo della professione.

La raccomandazione è quella di affidarsi sempre ai professionisti della sanità, senza fidarsi di improvvisati medici o farmacisti. Il tampone rapido antigenico, tra l’altro, è un test che è in grado di dare un esito in una ventina di minuti ma che se positivo deve essere immediatamente seguito da un tampone molecolare, l’unico ad avere valore diagnostico. Inoltre chi è positivo al rapido deve essere segnalato all’Ausl e porsi in isolamento in attesa del molecolare. In Emilia Romagna, oltre alla sanità pubblica, solo i laboratori autorizzati possono eseguire il tampone rapido, così come anche le farmacie che hanno aderito alla proposta della Regione. —

GIB

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