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Modena, l'allarme: «Variante inglese più contagiosa e si diffonderà sempre di più»

La dottoressa Pecorari: «Se non ci saranno azioni di prevenzione andrà a soppiantare il virus originale»

Giovanni Balugani

Uno studio a campione eseguito dalla Regione ha dimostrato una diffusione della variante inglese al 27,9 per cento. Significa che ogni tre contagi poco meno di uno è dovuto alla mutazione.


Monica Pecorari, responsabile della Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Modena, fa il punto sulla mutazione del Sars-Cov-2 che più spaventa l’Italia: «Sono state identificate in tutto il mondo centinaia anzi migliaia di varianti. L’Organizzazione mondiale della sanità e la sua rete internazionale di esperti monitorano costantemente le modifiche in modo che, se vengono identificate mutazioni significative, l’Oms può segnalare ai Paesi eventuali interventi da mettere in atto per prevenire la diffusione di quella variante. L’inglese è la prima ad aver allarmato la comunità scientifica e sembra avere avuto origine nel Sud-Est dell’Inghilterra a settembre. Le alterazioni che la caratterizzano sarebbero almeno 23, 14 delle quali localizzate sulla proteina spike, la “chiave” d’ingresso del virus nella cellula. Presenta inoltre maggiori capacità di legarsi al recettore Ace-2 umano e pertanto rende più semplice la propagazione del virus».

Ecco il motivo principale della preoccupazione: questo “nuovo” virus riesce a diffondersi più velocemente.

«La variante Voc 202012/01, nota anche come B.1.1.7, (questo il nome corretto, ndr) ha dimostrato di avere una maggiore trasmissibilità rispetto alle varianti circolanti in precedenza».

Occorre precisare, tuttavia, che la mutazione inglese non è necessariamente più grave per la salute umana.

«Sono in corso studi aggiuntivi per valutare un’eventuale maggiore gravità della malattia, a oggi non confermata - specifica la dottoressa Pecorari -. I primi dati indicano che probabilmente è più contagiosa, ma non più virulenta, anche se recenti studi parlano di un aumento della letalità, ma non è ancora chiaro se sia un dato legato davvero alla sua gravità intrinseca o spiegabile con la maggiore diffusione di questo tipo di virus tra le categorie fragili».

Quindi il virus, almeno per quello che gli scienziati hanno potuto constatare finora, non è più aggressivo nei confronti dell’uomo. Tuttavia, visto che è in grado di propagarsi più velocemente, la variante inglese potrebbe soppiantare il “vecchio” virus.

«Potrebbe diventare predominante - precisa la dottoressa Pecorari - È possibile che vi sia una sempre maggiore diffusione della variante inglese sia in ambito regionale che nazionale, questo dipenderà dalle eventuali azioni di mitigazione della pandemia. A livello nazionale si stima la prevalenza della variante inglese del virus Sars-CoV-2 sia al 17,8 per cento questo in uno studio fatto nelle giornate del 4 e 5 febbra in cui ha partecipato anche la nostra regione. Il dato dell’Emilia Romagna si attesta oggi al 27 per cento. La necessità di monitorare la prevalenza della variante inglese deriva dalla sua maggiore trasmissibilità rispetto al virus originale. Un attento monitoraggio e il rafforzamento delle misure di mitigazione può permettere di contenere gli effetti della nuova variante mentre si prosegue con le vaccinazioni».

Dunque la prevenzione, che resta sempre l’arma migliore contro il Covid. In primis per difendere se stessi dall’infezione e in secondo luogo per una sorta di azione di massa: meno ci contagiamo e meno il virus può mutare ulteriormente. Sempre in attesa di avere certezze sui vaccini, anche se c’è ottimismo nella comunità scientifica: «In ogni caso sembra possa essere neutralizzata dagli attuali vaccini anti-Covid. Dai primi studi infatti emerge che i vaccini Pfizer, Moderna e Astrazeneca sono efficaci contro questa particolare variante. Ne sono in corso altri per confermare l’efficacia anche sulle varianti brasiliana e sudafricana».

IL BOLLETTINO

Buoni i numeri diffusi ieri dall’Ausl: nel Modenese ci sono stati 62 nuovi casi di Coronavirus, di cui 40 sintomatici. Una persona è stata ricoverata in Terapia intensiva, mentre 5 in altri reparti Covid.

Ci sono stati anche tre decessi: una donna 92enne di Castelfranco, un 71enne di Carpi e un 76enne di Modena. I nuovi guariti sono 240.

L’ultimo dato sui vaccini tra Modena e provincia è di 45.736 somministrazioni, di cui 21.217 seconde dosi.

In Emilia Romagna contagi stabili (1.025) e ricoveri in calo mentre la campagna vaccinale procede al massimo ritmo consentito dalla disponibilità di vaccini: solo ieri le somministrazioni sono state oltre 4mila (alle 16). I ricoveri sono scesi, con 71 pazienti in meno rispetto a martedì nei reparti Covid dove restano 1.902 pazienti. In terapia intensiva sono ricoverati in 176 (+1). Si contano altre 31 vittime. —

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