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Carpi. Il blog. Cenerpentola e Lalìa, il cibo diventa terapia

CARPI “Il cibo è l’unica cosa che nutra veramente”. È una delle frasi più celebri pronunciata nel film “Autumn in New York”, in uno scambio di battute tra i protagonisti Richard Gere e Winona Ryder. Ed è proprio l’idea che il cibo nutra molto di più del palato a fare da sfondo al blog “Cenerpentola e Lalìa - Psyche & Food Therapy”, in cui la carpigiana Stefania Camurri e la milanese Valentina Bezzi declinano le diverse espressioni del cibo, attraverso rubriche, arte e creatività.


L’idea nasce in pieno periodo Covid, Cenerpentola, alias Stefania Camurri, come titolare di un ristorante si è trovata ad avere molto tempo libero, Lalìa, Valentina Bezzi, come psicologa si è trovata ad avere molte giornate impegnative con i pazienti, per cui un po’ di leggerezza e progettualità era chiaro che sarebbero servite ad entrambe. Siccome sia la cucina, sia la psicologia sono ambiti estremamente inflazionati, alle due donne in carriera è venuta l’idea di miscelare le due professioni in un connubio vincente: il canale web è apparso da subito l’unico possibile visto il distanziamento imposto dalle norme anticontagio.


Sia Stefania, sia Valentina hanno scelto la Toscana come terra in cui vivere. Stefania Camurri ha scelto il nome Cenerpentola a seguito di un contest fatto su Facebook tra conoscenti per definire la chef con la passione delle scarpe con il tacco 12. Stefania si trasferisce dalla sua Carpi per una stagione di lavoro al mare. La professione risulta appagante e decide di stabilirsi a San Vincenzo e, precisamente al ristorante “Mamanonmama” di Campiglia Marittima abbina la cultura emiliana dal punto di vista tecnico all’estro trasgressivo che la caratterizza: il risultato è quello di piatti inediti e innovativi.


Valentina Bezzi è Lalìa, che in greco significa chiacchierare, parlare di qualcosa... ed è questo il suo ruolo nel blog. Psicologa clinico, consulente in sessuologia, Valentina si trasferisce dalla Lombardia alla Toscana per amore. Lavora come libera professionista a Venturina Terme. Da otto anni è anche imprenditrice agricola di un’azienda che custodisce un mulino a pietra (azienda, Il Felciaione). Il suo amore per il territorio e la qualità dei prodotti la portano a sviluppare la passione per la buona tavola.


Come si sono conosciute Valentina e Stefania? «Una sera Valentina mi chiama al locale, perché idoneo come spazio e tipologia – spiega la carpigiana – per prenotarmi una sala intera in cui avrebbe dovuto organizzare un evento tra donne. La serata avrebbe visto ospite una promotrice del benessere sessuale femminile mentre lei sarebbe stata la consulente e conduttrice dell’evento. Organizzo un menù ad hoc. Rimaniamo entusiaste entrambe e così, giorno dopo giorno, nasce la nostra amicizia, fatta di pranzi e di risate».


«Il blog – aggiunge Valentina – si compone di un’agenda settimanale ricca, dove un giorno con leggerezza e l’altro con professionalità si affrontano temi che uniscono le due discipline. Pìù andiamo avanti e più questa collaborazione dà riscontri significativi. Sono tanti i messaggi privati e le richieste di approfondire temi talvolta tabù. Aver creato una sorta di salotto in cui si riesce a sdrammatizzare, senza offendere o sminuire temi importanti come i disturbi alimentari o l’ansia dà a tutti la possibilità di conoscere questo blog con interesse e curiosità passando anche da una ricetta di cucina».


Il blog è ricco di curiosità e rubriche. Il podcast di ieri ha trattato il rapporto tra cibo e sessualità, con naturalezza ed eleganza. Tra gli appuntamenti fissi “Se ti manca un venerdì”, lo spazio dedicato al pubblico “per ch deve chiedere per un amico...”. La modalità per partecipare è inviare un breve videomessaggio su Whatsapp al 366 2006638: ne verrà scelto uno alla settimana. Poi, non mancano i fumetti. «Con il blog vorremmo che un tema come la psicologia potesse in qualche modo entrare nella casa di tutti con la stessa facilità con cui ci entra la cucina – spiegano le due protagoniste – Chiedere come fare una meringa o perché si sente il desiderio di compiere un atto autolesionista dovrebbero essere domande legittimate allo stesso modo. Vogliamo sensibilizzare all’ascolto e alla divulgazione di questi temi per noi così normali e di grande aiuto».


«Si può interagire con noi contattandoci tramite Whatsapp, o Messenger via Facebook – concludono – Si può commentare liberamente sotto ai post oltre al “metterci la faccia” liberamente il venerdì. Su richiesta è possibile anche mantenere l’anonimato. Importante per noi è che ci sia comunicazione, che chi ci segue ci senta vicine e collaborative per rispondere a curiosità o bisogni». —