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Mirandola, il commerciante e la tentata rapina: «Mi ha puntato la pistola alla testa»

Stefano Gemelli, titolare del negozio di abbigliamento, racconta la rapina e come ha bloccato il bandito con i due poliziotti

Francesco Dondi

mirandola. In passato era stato un suo cliente quando ancora il negozio “Gemelli” era in centro. Ma mercoledì pomeriggio, poco dopo le 18, non lo aveva riconosciuto. E Stefano Gemelli mai avrebbe potuto farlo visto che il rapinatore poi arrestato dalla polizia si era ben camuffato prima di entrare in azione. Aveva pianificato tutto, o meglio pensava di averlo fatto, ma il piano è presto naufragato per la pronta reazione del titolare del negozio di abbigliamento e dei due poliziotti che, in borghese, si trovavano all’ingresso dell’attività commerciale.


«Quando quell’uomo è entrato – svela Stefano – ho subito pensato ad uno scherzo. Aveva il giubbino catarifrangente, il passamontagna, grandi occhiali. E mi ha subito puntato la pistola alla testa mentre parlavo con i due poliziotti. Ovviamente non poteva sapere che erano due agenti del Commissariato».

Il negoziante viene fatto inginocchiare ma è un attimo perché la reazione è pressoché immediata. «Appena ho capito che l’arma era finta gliel’ho presa e scansata dalla mia nuca, è uno di quei giocattoli di plastica che si spezza». In pochi istanti i due poliziotti intervengono, uno di loro verrà ferito alle mani da due fendenti di coltello che lo costringeranno ad un intervento chirurgico. «Riguardando le immagini – ammetterà il vice questore e responsabile del Commissariato, la dottoressa Emanuela Ori – gli è andata bene perché la prima coltellata era diretta alla gola».

Ma il 49enne di Poggio Rusco non ha intenzione di arrendersi, viene spinto in un angolo, ma colpisce a più non posso: sferra calci e pugni nonostante in tre cerchino di renderlo innocuo, qualificandosi anche come rappresentanti delle forze dell’ordine. Lo trascinano addirittura a terra, gli salgono a cavalcioni e solo in quel momento riescono a bloccarlo. «Dai pantaloni gli spuntavano delle fascette da elettricista – spiegano dal Commissariato e conferma il negoziante – Aveva evidentemente un preciso piano operativo, forse era intenzionato a bloccare titolari e clienti durante la rapina. Ma quelle fascette sono state indispensabili per cingergli i polsi e renderlo innocuo».

Nel frattempo una commessa di “Gemelli” chiama i numeri di emergenza e in pochi istanti arriva in via Focherini, a ridosso della circonvallazione dei viali, la Volante della polizia. Sono i due operatori a prendere in consegna il 49enne mantovano, mentre i colleghi feriti vengono accompagnati al pronto soccorso per le medicazioni. «Non so cosa avesse in mente quell’uomo – ammette Stefano Gemelli – però posso confermare essere una furia. È stato davvero difficile fermarlo; tra l’altro eravamo in tre e tutti di stazza, ma lui continuava a reagire, a sferrare colpi. No, paura non ne ho avuta perché è stato tutto molto rapido e concitato: adesso magari provo un po’ di dispiacere e ringrazio i poliziotti per la prontezza. Conoscevo l’arrestato, l’ho visto davvero in condizioni psicologiche critiche, e umanamente mi spiace. So che ha anche chiesto scusa, ma ha combinato un bel guaio». —

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