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Modena. Un ristorante per ripartire dai locali della polisportiva Gino Nasi:  «Manca la vita sociale»

Tanta la voglia di tornare a frequentarsi ma serve ancora tempo «Non vediamo l’ora e i nostri primi clienti saranno gli anziani» 

MODENA Gli studenti della scuola media oggi, i pensionati domani. Così la polisportiva Gino Nasi prepara le basi per una nuova “normalità”. Una normalità in cui la polisportiva non ha esitato a lesinare sul riscaldamento per limitare le spese. Una normalità in cui i soci dai capelli bianchi continuano a bussare insistentemente alle porte di via Tarquinia. «Fino a ieri mattina sono passati due signori - introduce il presidente Ferruccio Bernardi - chiedendo: “Allora, quando aprite?”. Il nostro obiettivo è però seguire le regole».

Regole da osservare anche per la novità: il ristorante-pizzeria pronto a rendere la polisportiva una fenice che rinasce. «Apriremo nel momento in cui daranno la possibilità di far riaprire i circoli - assicura dalla segreteria Claudia Bernardi - Abbiamo una licenza semipubblica, legata all’apertura dell’impianto». Claudia Bernardi riflette quindi su un rovesciamento dei ruoli atteso per la ripartenza.

«La categoria più debole e più soggetto al virus avrà fatto la vaccinazione quando riapriremo, speriamo tra un mese», garantisce la donna. Intanto, proseguono le attività sportive della scuola media Carducci, i cui studenti devono spostarsi per i lavori alla nuova palestra.

«Prima venivamo in ufficio con la stufetta per non accendere l’impianto di riscaldamento - assicura Claudia Bernardi - Quando hanno ripreso le attività le scuole accendiamo metà dell’impianto in un’ottica di risparmio. Cerchiamo di superare un momento di difficoltà.

È un peccato vedere le strutture chiuse. Abbiamo tanti nostri soci, in particolare gli anziani, che ogni giorno arrivano davanti alla porta nella speranza ci sia un’apertura. Sono le persone che non hanno ritrovi in piazza o in occasioni diverse. Coloro che si ritrovavano da noi e che leggevano il giornale. A loro manca tantissimo la polisportiva e loro mancano tanto anche a noi». —

G.F.

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