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Mirandola Si pente il rapinatore di Gemelli «Chiedo scusa, voglio risarcire i danni»

Il rapinatore di “Gemelli” è stato mandato ai domiciliari. Al giudice ha ammesso le responsabilità e invocato perdono

MIRANDOLA. È tornato nella sua abitazione di Poggio Rusco il 50enne, arrestato dopo la rapina nel negozio “Gemelli” sulla circonvallazione dei viali. L’uomo, che aveva passato una notte in carcere a Modena, ha infatti risposto a tutte le sollecitazioni del giudice durante l’interrogatorio di convalida. È stata ovviamente un’ammissione totale di responsabilità per quanto avvenuto mercoledì pomeriggio, ma soprattutto il rapinatore sta già guardando in prospettiva.

Assistito dall’avvocato Stefano Pietrobon del foro di Treviso, il 50enne ha ricostruito tutto il progetto e soprattutto ha chiesto scusa. Lo aveva già fatto in occasione del complicato fermo avvenuto grazie al provvidenziale intervento di due poliziotti in borghese e poi della Volante, ma lo ha voluto ribadire con convinzione anche di fronte al giudice. «Ho sbagliato e chiedo scusa per quanto accaduto – ha sostanzialmente riferito l’indagato per rapina, lesioni gravi e resistenza a pubblico ufficiale – Non volevo comportarmi in quel modo».


Il giudice, valutando la situazione, ha ritenuto che gli arresti domiciliari possano essere la misura cautelare più adeguata al momento. Non c’è infatti pericolo di fuga, né tantomeno di inquinamento delle prove visto che la situazione è più che cristallizzata. E il gip non ha riscontrato neppure il rischio di reiterazione del reato visto che quanto avvenuto mercoledì può essere rubricato come un episodio fine a se stesso, irripetibile perché nuovo per un uomo del genere. Sarà comunque l’eventuale processo a fare chiarezza sulle cause che hanno spinto il 50enne ad armarsi di una pistola giocattolo e un coltello e tentare di dare l’assalto ad un negozio di cui, in passato, era stato cliente e frequentatore.

«Il mio assistito – ha spiegato l’avvocato Pietrobon – si è già detto disponibile a risarcire il danno a tutti i coinvolti. È molto provato per quanto accaduto. Abbiamo ammesso le nostre responsabilità, c’è poco altro da aggiungere se non il fatto che vi è un palese e tangibile dispiacere oltre che una chiara volontà di assumersi le responsabilità. Proveremo a capire come possiamo rimediare».

Nel frattempo il poliziotto rimasto ferito ad entrambe le mani è stato operato all’ospedale di Mirandola e già dimesso. Avrà bisogno di alcune settimane di riposo prima di tornare al lavoro in commissariato, ma i tendini non dovrebbero aver subito complicazioni. Il ferito era stato raggiunto da un paio di fendenti nella lunga colluttazione, culminata con l’immobilizzazione attraverso le fascette da elettricista che il 50enne aveva con sé. E solo per puro caso una coltellata non lo ha raggiunto alla gola. —

F.D.

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