Un Nuraghe ricco di storia e di attività

Ha compiuto quarant’anni l’unico circolo che riunisce i sardi del comprensorio e funziona come ambasciata dell’isola

Saverio Cioce

FIORANO. «Quando sono arrivato qui dalla Sardegna per lavorare in un’azienda agricola mi hanno visto e assunto in due giorni. A casa mia guadagnavo 8.500 lire al giorno, qui 50mila. Dopo una settimana, visto che mi avevano confermato dopo la prova, ho telefonato a casa per farmi spedire i documenti e mi sono trasferito».


Giusepe Cau, 61 anni, sorride divertito quando racconta le ragioni della sua scelta. È arrivato nella Piastrella Valley avendo esperienza di lavori di campagna e in pochi anni è passato prima in una ceramica e poi si è messo in proprio nel settore dei salumi. La sua esperienza è comune a tanti sardi che a partire dagli anni ’60 hanno lasciato l’isola per trasferirsi dove le fabbriche erano affamate di braccia, spesso con i parroci a fare da apripista per le presentazioni con altri sacerdoti nel Sud. Ma per i sardi del comprensorio la strada dell’aggregazione attorno ai simboli della terra d’origine si è aperta molto presto.

Quarant’anni fa esatti è nato il circolo “Nuraghe” che prende il nome dalle antichissime torri costiere che punteggiano le coste sarde. A oggi è l’unico nella provincia ed è diventato un punto di riferimento per molti isolani che trovano nella sede di Villa Cuoghi non solo il maxischermo per seguire le partite del Cagliari e la bandiera dei Quattro Mori ma anche l’opportunità di mettere da parte i campanilismi.

«Con il Covid le attività in presenza sono state annullate o sospese – conferma il presidente Mario Ledda, tra i fondatori del circolo e storica figura di riferimento del circolo – Abbiamo comunque fatto un convegno sull’immigrazione e l’apporto dei nuovi cittadini che sono una parte importante delle comunità del nostro comprensorio. Non è un caso se sin dall’inizio il circolo si è qualificato come circolo culturale perché le nostre iniziative sono state sempre proiettate all’esterno, per far conoscere la Sardegna a fioranesi e a tutti i cittadini del comprensorio, dai balli folkloristici al coro, alla squadra di calcio e ai tornei sportivi passando per convegni, mostre e rassegne culturali». Un marchio di fabbrica insomma, che ha riconosciuto il circolo nella rete Fasi come una sorta di ambasciata dell’isola e mettendo in primo piano il lavoro svolto nelle terre delle ceramiche, anche al di fuori dei confini nazionali.

In effetti il bilancio di quattro decenni di presenza sono visibili. Il circolo è arrivato a 500 iscritti anche se, come ammettono gli stessi dirigenti del circolo, solo un centinaio sono quelli più assidui.

«Ne abbiamo molti che partecipano occasionalmente – puntualizza il vicepresidente – In ogni caso la spinta maggiore al tesseramento anche per chi abita nei Comuni vicini viene da una specifica convenzione che abbiamo con la Regione Sardegna. Con la tessera d’iscrizione da 16 euro si viene parificati agli isolani per il costo dei trasporti, applicando la clausola della “continuità territoriale”. In questo modo, al di fuori dei periodi più affollati di agosto e Natale, si può andare nell’isola con le stesse tariffe del treno».

Un bel risparmio per il traghetto insomma. Ma tanti fioranesi doc hanno scelto comunque di iscriversi al Nuraghe sedotti da un’isola in cui tornano fuori stagione, volentieri. E di cui si sentono anche cittadini onorari. —

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