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Modena. Quasi mille studenti a scuola di futuro partendo dai diritti

MODENA Un anello di congiunzione tra la scuola e l’università per indirizzare correttamente gli studenti nella scelta post-diploma e far vivere loro esperienze inedite a partire da contenuti e progetti che le ricerche accademiche stanno sviluppando. Questo è il fulcro dei numerosi percorsi per lo sviluppo delle competenze trasversali e delle attività di orientamento previsti dall’Università di Modena e Reggio Emilia che da molti anni collabora con i vari istituti scolastici coinvolgendo un numero rilevante di studenti.

La pandemia ha richiesto anche al mondo dell’università di trovare modalità adeguate, garantendo un elevato livello di formazione e sfruttando al meglio le nuove tecnologie mantenendo ben salda la centralità del dialogo e dell’interazione, e l’approccio innovativo proposto da Unimore ha comportato il trasferimento al digitale anche delle attività di orientamento.


In particolare, il Dipartimento di Giurisprudenza, diretto dal prof. Carmelo Elio Tavilla, in collaborazione con il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità, nell’ambito del progetto di orientamento dell’Ateneo propone una nuova modalità digitale e interattiva per l'organizzazione di questi percorsi, con l’obiettivo, da un lato, di formare cittadini consapevoli che riescano a comprendere meglio la realtà in continua evoluzione che li circonda e, dall’altro, di contribuire all’orientamento da parte dei partecipanti nelle scelte future, sia personali sia professionali, per saper cogliere le nuove opportunità di formazione e sul versante lavorativo.


«Nell’ambito dei laboratori vengono affrontate le tematiche comprese nei 17 goals dell'Agenda 2030: dalla cittadinanza digitale all’alimentazione, dallo sport e benessere alla lotta alle diseguaglianze, dalle migrazioni ai nuovi razzismi, dalla tutela del patrimonio culturale alla sua valorizzazione mediante le nuove tecnologie, dal lavoro “agile” alla economia circolare, dai progetti per un consumo e una produzione sostenibili alle prospettive di realizzazione di città eco-compatibili – spiega Mariacristina Santini, docente di Diritto urbanistico e dell'Ambiente e di Diritto amministrativo oltre che delegata all'orientamento del dipartimento - Il fine è quello di soddisfare l'esigenza di istruzione di qualità e di formazione in tema di sostenibilità». Le nuove generazioni sono molto sensibili alle tematiche trattate, che vedono determinanti per il loro futuro e per la realizzazione di una società sostenibile, equa ed inclusiva proiettata verso una transizione verde e digitale. Molto interesse è stato dimostrato anche per la corretta alimentazione e gli stili di vita sani. Gli istituti di istruzione superiore già coinvolti in questi percorsi sono il Muratori San Carlo, Tassoni, Sigonio di Modena; l’istituto Cavazzi Sorbelli di Pavullo e Pievepelago; il liceo Formiggini di Sassuolo; il liceo Moro di Reggio Emilia e il liceo Morandi di Finale Emilia.


E sono già pervenute altre richieste per la realizzazione di ulteriori iniziative anche da altri istituti come il Baggi di Sassuolo. «Alle diverse iniziative, dallo scorso dicembre ad oggi, hanno partecipato ben 985 studenti e oltre 60 insegnanti. I percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento sono organizzati online con brevi lezioni interdisciplinari in modalità sincrona o asincrona, favorendo la partecipazione attiva dei ragazzi e delle ragazze, dando spazio alle domande ed alla discussione – spiega la dottoressa Serena Vantin del Crid, che in stretta collaborazione con la collega Santini ha coordinato le attività - Le attività coinvolgono docenti e ricercatori di Unimore, ma anche esperti in vari ambiti e aree del diritto, nonché dell’associazionismo impegnato nella tutela dei diritti fondamentali e umani. Attraverso le piattaforme digitali vengono proposte esercitazioni, che coinvolgono direttamente i partecipanti in attività pratiche di applicazione delle conoscenze acquisite, e test di autovalutazione da parte dei ragazzi.

La modalità online permette loro di sviluppare anche competenze digitali e l’accesso aperto agli insegnanti consente, successivamente, da parte degli istituti scolastici, di sviluppare approfondimenti e discussioni in aula sulle tematiche trattate». Grande attenzione ha avuto anche l’organizzazione in passato di seminari nell’ambito dei percorsi di educazione civica degli istituti superiori, con specifica attenzione alle questioni connesse alla cittadinanza digitale e alla prevenzione dell’odio on line. —