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Da Zocca alla Nuova Zelanda. Matteo fa volare Luna Rossa

Olivieri tra i progettisti dell’imbarcazione che si giocherà l’America’s Cup. Mamma Fabrizia: «Un grande orgoglio»  

ZOCCA. C’è anche Zocca dietro la straordinaria vittoria di Luna Rossa. Si, perché tra gli ingegneri che fanno volare gli yacht del team italiano, c’è lo zocchese, classe 1975, Matteo Olivieri. Porta dunque la firma di Zocca la barca che, nella notte tra domenica e lunedì, ha stracciato nella finale della Prada Cup gli avversari inglesi del Team Ineos, consentendo alla squadra italiana di approdare dopo ben 21 anni all’America’s Cup.

Matteo, cresciuto ascoltando Vasco tra le montagne dell’Appennino, ha sempre avuto una straordinaria propensione alla matematica. Dopo aver conseguito il diploma scientifico si è laureato con il massimo dei voti in ingegneria elettronica, presso l’Università Alma Mater di Bologna. In breve tempo trova lavoro presso un’importante azienda romagnola e si trasferisce a Cervia. È qui che Matteo, a contatto con il mare, sviluppa la sua passione per le barche, che lo spingerà a licenziarsi da un lavoro sicuro a tempo indeterminato per raggiungere Venezia, dove consegue un master in Yacht Design. Da lì il passo verso il mondo delle competizioni è alquanto breve. Quest’anno è alla sua terza esperienza nell’America’s Cup con il team Luna Rossa, nella quale è Head of foil, ovvero il responsabile delle ali che consentono alle barche di prendere, letteralmente, il volo.


«Sono orgogliosa di lui - dice fiera mamma Fabrizia, titolare di un noto negozio di pasta fresca nel centro di Zocca - purtroppo non posso seguire le gare in diretta perché il lavoro me lo impedisce e devo alzarmi molto presto la mattina, ma appena mi alzo corro subito a vedere i risultati». Matteo è sempre stato un ragazzo molto riservato e non ha mai fatto vanto dei risultati conseguiti. Quando non è in giro per il mondo si divide tra Torino e Cagliari, sede appunto del team Luna Rossa, con il quale è in Nuova Zelanda ormai da novembre.

«Il lavoro lo assorbe tantissimo, non lo vediamo molto. Ricordo che da piccola stavo ore e ore sui libri, mentre a lui bastava leggere una volta e aveva già appreso tutto! Penso sia una sorta di genio, di cui vado, naturalmente, super orgogliosa». Queste le parole di Claudia, sorella di Matteo, dalla quale traspare una grande ammirazione nei confronti del fratello, che con umiltà e dedizione ha fatto della sua passione un lavoro, rendendo tutti orgogliosi in famiglia. «Mentirei se dicessi di non essere stata un po’ scettica, quando ci ha annunciato che avrebbe lasciato, da lì a poco, il posto a tempo indeterminato. Però ho sempre creduto in lui, come del resto tutta la mia famiglia».

«La matematica era il suo pane quotidiano - ricorda una ex compagna di classe sui social - in un attimo lui aveva già consegnato il compito, mentre io non ero neanche a metà!».

Ora per Matteo testa al Team New Zealand, che Luna Rossa affronterà dal 6 marzo in occasione dell’America’s Cup, il più antico trofeo sportivo al mondo nonché la gara più importante della vela. —