Modena, variante inglese al 40% Nuovo boom degli isolamenti

Il direttore generale Antonio Brambilla ha anche affrontato l’attualità dell’epidemia, fornendo un dato importante: secondo le stime la variante inglese costituisce il 40 per cento dei contagi nel Modenese.

«Si tratta del risultato - spiega Brambilla - di piccoli campionamenti svolti negli ultimi giorni». Dunque essendo di fronte a numeri molto piccoli non vi è certezza che quella sia la reale diffusione, ma si tratta di una indicazione statistica che potrebbe anche spiegare il nuovo innalzamento dei casi, poiché la variante inglese ha una maggiore capacità di diffusione rispetto al virus classico. La maggior parte degli scienziati, infatti, concorda che la mutazione che arriva dal Regno Unito andrà a soppiantare il Sars-Cov-2 originario.


Nessuna paura per una eventuale resistenza ai vaccini, perché anche Brambilla ha rassicurato sulla capacità dei farmaci di contrastare la mutazione.

Quello che preoccupa di più è l’aumento dei casi: «Nell’ultima settimana - spiega Ausl - il numero di nuovi casi è ritornato a crescere. Per quanto riguarda le ospedalizzazioni, sembra essersi arrestato il calo del numero dei degenti giornalieri: si registrano valori costanti sia nei reparti per acuti che in quelli di terapia intensiva. In aumento anche il numero di persone positive in isolamento domiciliare, così come i contatti stretti in quarantena».

Nel dettaglio il 22 febbraio gli attualmente positivi in provincia di Modena erano 4549 (erano 4213 l’8 febbraio, +8 per cento). Di questi, 4274 erano in isolamento domiciliare o presso altre strutture, 275 ricoverati.

Anche i 275 ricoverati costituiscono una crescita rispetto all’8 febbraio, quando erano 259 (+6,2 per cento). Di questi 275, sono 44 quelli ricoverati nei reparti di Terapia intensiva di Policlinico e Baggiovara. Il dato, però, che più di altri rende l’idea del perché Modena sia tornata in zona arancione è quello delle persone in isolamento domiciliare: il 22 febbraio erano 7835 contro le 6.505 dell’8 febbraio (+20,4 per cento).

Sulle 7835 persone in isolamento, sono 4274 quelle Covid positive, mentre sono 3.561 i contatti stretti di casi accertati.

Al 17 febbraio sono state testate, almeno una volta, 130.128 persone; di queste, il 6,4 per cento è risultato positivo. La percentuale di prima positività mensile ha mostrato valori alti nel periodo marzo-aprile 2020 (6,5 per cento), successivamente si è ridotta fino ad un minimo registrato nel mese di settembre (1,7 per cento) per poi iniziare a risalire fino ad un massimo dell’8,1 per cento registrato nel mese di gennaio. Questo valore è in linea con le stime sinora disponibili a livello nazionale.

«L’insieme dei dati - conclude l’Ausl - conferma quindi la necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come utilizzo di mascherine, igiene delle mani e distanziamento sociale e di proseguire nelle attività di sorveglianza». —

GIB

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