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Evasione fiscale e lavoro nero Suona la sveglia per l’Emilia

Quinto posto in Italia per l’occupazione irregolare Ancora al top sulle segnalazioni comunali che però calano

Francesco Dondi

Evasione fiscale elevata, lavoro nero che si diffonde su più fronti, ispezioni in crescita ma che riportano percentuali di irregolarità altissime e ora anche il calo delle segnalazioni sospette da parte dei Comuni. La “Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva”, diffusa in allegato al Documento di Economia e Finanza del ministero del Tesoro, offre uno spaccato inquietante sull’economica italiana e emiliana.


L’evasione fiscale, infatti, continua a crescere e si attesta a 109 miliardi, facendo segnare un altro primato europeo. Va annotata una quantità enorme di risorse rubate allo Stato: ovviamente in testa, con ben 33,4 miliardi, c’è l’Iva evasa mentre altri 31,6 miliardi arrivano dall’Irpef. Una montagna di soldi che non solo tolgono risorse al sistema-Italia ma mettono anche a rischio la concorrenza imprenditoriale.

«Nonostante gli sforzi apprezzabili – analizza la Cgil – dell’Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Ispettorato del Lavoro e Guardia di Finanza, la montagna franosa dell’evasione resta troppo elevata anche a fronte di azioni ispettive efficaci che nell’ultimo anno hanno prodotto un recupero nazionale di 19,8 miliardi con 159.805 accessi ispettivi, rilevando ben 99.086 aziende irregolari, accertando un esercito di 356.145 lavoratori irregolari e 41.544 in nero completo».

E nel quadro a tinte fosche si inseriscono anche i dati dell’Emilia Romagna che si attesta al quinto posto nel complesso delle componenti dell’economia non osservata, alle spalle di Lombardia, Lazio, Campania e Veneto. È l’agricoltura il settore con più irregolarità seguita da costruzioni, servizi alle persone, commercio, servizi professionali e industria.

ACCessi e sanzioni

Si diceva dell’imponente lavoro ispettivo dei vari enti e della Finanza, che emerge nel rapporto sulle ispezioni: 1853 quelle del 2019, con l’Emilia seconda soltanto alla Lombardia. Di queste ben 1357 si sono chiuse con irregolarità (75,1 per cento), che pongono comunque la regione al terzo posto, facendo meglio di tutti con la sola esclusione di Trentino e Valle d’Aosta. Sono state messe a bilancio oltre 49 milioni di euro di contributi e somme aggiuntive recuperate.

sorrisi a luci e ombre

Sul pagamento di Imu e Tasi gli emiliano romagnoli si confermano ottimi pagatori (il 15 per cento di evasione è un dato molto basso) come del resto hanno sviluppato una elevata sensibilità verso le “segnalazioni qualificate dei Comuni” ossia quelle segnalazioni che poi portano ad accertamenti e garantiscono alle municipalità i soldi dell’evasione recuperata. Siamo abbondantemente primi in Italia con 35.861 segnalazioni che garantiscono 111 milioni di maggiore imposta accertata e 45 di riscossioni. Ma le segnalazioni sono calate del 30 per cento nell’ultimo triennio e questo non è un bel segnale. —

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